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Cassazione Civile, Ordinanza n. 07366/2023 del 14/03/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando quindi la decisione di appello che aveva escluso il risarcimento del danno. Ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità e ha dato atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La vicenda trae origine da un sinistro stradale: la ricorrente sosteneva di essere finita con la propria vettura in un tombino presente sul manto stradale, non visibile perché ricoperto dall'acqua, e chiedeva il risarcimento dei danni patrimoniali e dei danni alla persona. Il giudice di primo grado aveva accolto le domande; la Provincia aveva proposto appello e il tribunale, riunite le cause, ha riformato la decisione negando il risarcimento per mancata prova della dinamica del sinistro e per inattendibilità dell'unico teste. In cassazione la ricorrente ha proposto tre motivi: 1) violazione e falsa applicazione di norme di diritto, in realtà sollecitando una nuova valutazione delle prove e contestando l'apprezzamento di inattendibilità del testimone; 2) omessa e contraddittoria motivazione, per non avere il giudice di appello tenuto conto della motivazione di primo grado e del relativo ragionamento probatorio; 3) errore in procedendo, deducendo che il difensore, sospeso dall'albo durante il giudizio di appello, non avrebbe potuto sottoscrivere la comparsa conclusionale e che il giudice avrebbe dovuto rilevarlo. La Corte ha ritenuto tutti i motivi inammissibili: i primi due perché generici e diretti, sostanzialmente, a ottenere una rivalutazione del merito e della prova; il terzo perché la questione non risultava portata al giudice di appello, perché si trattava di un impedimento relativo alla stessa parte ricorrente e comunque non era indicato in che modo l'eventuale vizio avrebbe potuto mutare l'esito del giudizio.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Il motivo di ricorso per cassazione deve essere specifico: non è sufficiente dedurre in modo generico la violazione di legge o il vizio motivazionale senza indicare quale errore concreto sarebbe stato commesso dal giudice di merito.
  • Non è consentito trasformare il ricorso per cassazione in una richiesta di nuova valutazione delle prove, poiché l'apprezzamento dell'attendibilità dei testimoni e della dinamica dei fatti appartiene al giudice di merito.
  • Il vizio di motivazione va articolato indicando puntualmente quale profilo della decisione sarebbe carente o contraddittorio e in che modo la diversa considerazione del ragionamento del primo giudice avrebbe potuto condurre a un esito differente.
  • La parte che deduce un errore processuale deve allegare e dimostrare che la questione sia stata effettivamente sottoposta al giudice di merito e deve spiegare la decisività del vizio rispetto alla decisione impugnata.
  • Non può essere fatta valere utilmente in cassazione una nullità o un impedimento che abbia riguardato la stessa parte ricorrente quando questa abbia contribuito alla situazione dedotta e non dimostri la concreta incidenza sul risultato del giudizio.

Come è indicizzato

MaterieResponsabilità del custodeImpugnazioni
RamiResponsabilità civileProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNesso di causalità

Testo integrale

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