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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12716/2024 del 27/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza d'appello che lo aveva dichiarato responsabile, in concorso anomalo ex art. 116 c.p., del tentato omicidio aggravato commesso dal coimputato (mentre lo aveva assolto dall'accusa di porto d'armi). La tesi difensiva sosteneva che Sheta aveva solo sferrato un pugno e ignorava la presenza/uso di un coltello da parte del correo; il fatto era occasionale e imprevedibile, per cui al più poteva rispondere di lesioni personali. Inoltre si contestava il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche (ruolo marginale, incensuratezza).

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto i primi due motivi ritenendo errata l'applicazione dell'art. 116 c.p. da parte della Corte d'appello: quest'ultima non ha valutato la prevedibilità concreta dell'evento più grave da parte del ricorrente secondo i parametri richiesti dalla giurisprudenza costituzionale e di legittimità. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata e i giudici hanno disposto il rinvio per nuovo giudizio; il terzo motivo (attenuanti generiche) è stato assorbito.

Norme richiamate

  • art. 116 cod. pen.

    La sentenza richiama che la responsabilità per "concorso anomalo" richiede accertamento concreto, alla luce di tutti gli elementi, della prevedibilità da parte dell'agente del fatto diverso o più grave compiuto dal concorrente; se l'agente non ha concretamente previsto ma avrebbe potuto rappresentarselo come sviluppo logicamente prevedibile, può configurarsi la responsabilità ex art.116.

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato come criterio di confronto: se l'agente ha accettato il rischio del fatto diverso commesso dal coautore, si configura il concorso ordinario di persone nel reato ex art.110; la distinzione con l'art.116 dipende dalla prevedibilità/accettazione del rischio.

  • art. 133 cod. pen.

    Rilevato in relazione al motivo sulle attenuanti generiche: la Corte d'appello doveva valutare i parametri (incensuratezza, ruolo marginale, ecc.) ai fini dell'apprezzamento delle circostanze attenuanti generiche.

  • Corte Cost., n. 55 del 24/02/2021

    La pronuncia costituzionale è richiamata per l'interpretazione dell'art.116, affermando che la responsabilità per concorso anomalo richiede una prognosi postuma sulla prevedibilità concreta del fatto diverso commesso dall'altro concorrente, valutando personalità dell'imputato e circostanze ambientali.

  • Giurisprudenza di legittimità (es. Sez. 1, n. 49165/2016 e altre citate)

    La Corte richiama precedenti che precisano i criteri per distinguere tra concorso ordinario (art.110) e concorso anomalo (art.116), insistendo sulla necessità di motivare la valutazione della prevedibilità del fatto al momento dell'azione.

Massime di principio

  • La configurazione del "concorso anomalo" ex art.116 c.p. richiede una valutazione concreta e motivata della prevedibilità dell'evento più grave da parte dell'agente, non è automatica quando vi sia semplice partecipazione ad una aggressione.
  • Se l'imputato non conosceva la disponibilità di un'arma da parte del coautore e l'evento è nato in modo occasionale e imprevedibile, la sua responsabilità per reati più gravi commessi dal coautore è dubbia e potrebbe al più tradursi in responsabilità per lesioni.
  • Occorre distinguere sempre tra concorso ordinario (art.110) — quando l'agente ha accettato o previsto il rischio del fatto altrui — e concorso anomalo (art.116) — quando la prevedibilità è solo ipotizzabile ex post e va adeguatamente motivata.
  • Il giudice deve valutare la personalità dell'imputato e le circostanze ambientali per una prognosi sulla prevedibilità; l'omessa o insufficiente motivazione su questi elementi può determinare annullamento e rinvio.
  • La valutazione delle attenuanti generiche (art.133) deve considerare incensuratezza e ruolo marginale: se tali elementi emergono, il loro mancato esame può essere rilevante in sede di gravame.

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