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Cassazione Penale, Ordinanza n. 09359/2026 del 11/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto nell'interesse dell'imputato. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, rilevando che non ricorreva una situazione tale da escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, secondo il richiamo a Corte cost. n. 186 del 2000.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso è stato proposto nell'interesse dell'imputato avverso la sentenza della Corte d'appello di Venezia del 3 febbraio 2025. Dall'ordinanza emerge un solo motivo, fondato sulla dedotta violazione dell'art. 129 c.p.p.; tuttavia la Corte rileva che tale censura è formulata in modo generico e non contiene la puntuale enunciazione delle ragioni di diritto poste a sostegno né specifici e congrui richiami alla motivazione del provvedimento impugnato. Il ricorso viene quindi ritenuto carente dei requisiti minimi di specificità.

Norme richiamate

  • art. 129 c.p.p.

    La deduzione della violazione dell'art. 129 c.p.p. deve essere sorretta da specifiche ragioni di diritto e da puntuali riferimenti alla motivazione del provvedimento impugnato; in difetto, il motivo è inammissibile per genericità.

  • art. 616 c.p.p.

    All'inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, salvo che risulti l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

  • Corte cost. n. 186 del 2000

    È richiamato il principio per cui la condanna alla sanzione pecuniaria in caso di inammissibilità presuppone che il ricorrente non abbia proposto l'impugnazione senza colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione che deduca la violazione dell'art. 129 c.p.p. deve indicare in modo specifico le ragioni giuridiche della censura e confrontarsi con la motivazione della decisione impugnata; la mera affermazione della violazione non basta.
  • La mancanza di specificità del motivo di ricorso comporta l'inammissibilità dell'impugnazione.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente è normalmente tenuto al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende, salvo che risulti l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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