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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36548/2023 del 01/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente contestava la sentenza di annullamento parziale emessa dalla Corte d'appello di Ancona (la condanna di primo grado era per tentato furto aggravato). Nel ricorso per cassazione deduceva che la persona offesa aveva rimesso la querela e che tale remissione era stata accettata dall'imputato; poiché, a seguito del d.lgs. n.150/2022, il reato è procedibile solo a querela di parte, la remissione accettata determinerebbe l'estinzione del reato e la conseguente declaratoria di estinzione in sede di legittimità.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto presenti in atti la remissione della querela e l'accettazione dell'imputato e richiamato la giurisprudenza secondo cui la remissione intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione ed accettata determina l'estinzione del reato, che deve essere rilevata e dichiarata dal giudice di legittimità. Non avendo rilevato cause di non punibilità ex art.129, comma 2, c.p.p., la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per sopravvenuta estinzione del reato e ha disposto che, in difetto di diversa pattuizione, le spese siano a carico del querelato. L'imputato è stato comunque condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 150 del 2022

    ha reso il reato in questione procedibile solo a querela di parte, facendo sì che la remissione della querela determini l'estinzione del reato quando sia valida e accettata

  • art. 129 cod. proc. pen.

    richiamato per i suoi commi relativi agli effetti della remissione di querela e alle condizioni che ne determinano l'estinzione; il controllo di legittimità si limita alla constatazione dell'evidenza delle condizioni previste

  • art. 620, comma primo, lett. a) cod. proc. pen.

    richiamato come norma procedurale collegata alla declaratoria di estinzione del reato in sede di cassazione (annullamento senza rinvio compatibile con la declaratoria di estinzione)

  • Cass. Sez. U, n. 24246 del 25/02/2004 (Chiasserini)

    principio per cui la remissione di querela intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione e ritualmente accettata determina l'estinzione del reato e va dichiarata dal giudice di legittimità

  • Cass. Sez. 4, n. 45594 del 11/11/2021 (Vitucci)

    conferma il principio che la remissione accettata estingue il reato e deve essere rilevata in cassazione

  • Cass. Sez. 5, n. 4233 del 11/11/2008 (Mazza muto)

    stabilisce che, in presenza di causa di estinzione del reato per remissione di querela, il controllo di legittimità è limitato alla constatazione dell'evidenza delle condizioni previste dall'art.129 c.p.p., sicché l'annullamento con rinvio è incompatibile con la declaratoria di estinzione

Massime di principio

  • Se il reato è procedibile a querela di parte, la remissione della querela validamente intervenuta e accettata estingue il reato anche se la remissione avviene in pendenza del ricorso per cassazione
  • Il giudice di legittimità deve rilevare d'ufficio e dichiarare l'estinzione del reato quando dalla documentazione emerga la remissione accettata; in tal caso la sentenza va annullata senza rinvio
  • Il controllo della Cassazione sulla validità della remissione è limitato alla constatazione dell'evidenza delle condizioni formali previste dall'art.129 c.p.p., non a un riesame sostanziale dei fatti
  • L'estinzione del reato per remissione prevale su questioni di inammissibilità e altre cause processuali, salvo diversa pattuizione tra le parti sulle spese
  • In assenza di diversa pattuizione, le spese processuali vengono poste a carico del querelato nonostante la declaratoria di estinzione

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