Cassazione Civile, Ordinanza n. 07846/2023 del 17/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)
La controversia
La controversia riguarda la determinazione dell’indennità di espropriazione di un immobile storico sito nel territorio comunale, ridotto a rudere ma qualificato come bene culturale di particolare rilievo e circondato da ulivi secolari vincolati. La Corte d’appello aveva liquidato un’indennità di euro 340.000,00 facendo proprie le conclusioni del consulente tecnico, che aveva valutato sia il valore dell’area di sedime sia il valore del bene come complesso turistico-ricettivo, mediante un criterio misto fondato sui flussi di cassa attualizzati e perpetui. Il Comune ricorrente ha impugnato tale decisione deducendo: violazione del D.lgs. n. 42 del 2004, art. 99, in combinato con l’art. 32 del d.P.R. n. 327 del 2001, per avere la Corte territoriale utilizzato un rogito successivo al decreto di esproprio e relativo a un terreno contiguo ma agricolo; erronea qualificazione del bene come turistico-ricettivo anziché come terreno non edificabile inserito in contesto agricolo; illegittimità del metodo di stima come valore d’azienda, senza considerare i costi necessari per il restauro e le spese di gestione; indebita duplicazione dell’indennità per avere sommato al valore del bene anche quello dell’area di sedime; omessa considerazione dello stato di abbandono del complesso e incongruità dei precedenti giurisprudenziali richiamati dalla Corte d’appello.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso solo nei limiti della doglianza relativa alla valutazione separata dell’area di sedime, ritenendo violato il principio secondo cui, quando l’espropriazione ha per oggetto una costruzione dotata di autonoma rilevanza economica, l’indennità va determinata unitariamente sul valore del fabbricato, senza sommare separatamente il valore del suolo incorporato. Ha invece ritenuto inammissibili o comunque non scrutinabili in sede di legittimità le censure che investivano l’apprezzamento di merito sul metodo estimativo adottato, sulla redditività turistica del bene, sui dati comparativi, sulle spese di restauro e gestione e sulla concreta quantificazione. Ne è derivata la cassazione dell’ordinanza impugnata in relazione al solo punto della duplicazione tra valore del Castello e valore dell’area di sedime, con rinvio al giudice di merito per la rideterminazione dell’indennità e per il regolamento delle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
D.lgs. n. 42 del 2004, art. 99
Richiamato dal ricorrente per contestare l’uso di un criterio valutativo ritenuto non pertinente; la Corte non ne fonda la decisione, limitandosi a ritenere decisiva la questione della corretta unitarietà della stima del bene espropriato.
art. 32 del d.P.R. n. 327 del 2001
Richiamato in combinazione con la disciplina dei beni culturali ai fini della determinazione dell’indennità di espropriazione.
l. n. 2359 del 1865, art. 39
È indicato come base del principio per cui, quando l’espropriazione riguarda una costruzione, l’indennità va determinata sul valore venale dell’edificio in modo unitario, senza scindere il valore del fabbricato da quello del suolo incorporato.
Corte cost. n. 181 del 2011
È richiamata per affermare che, per i suoli inedificabili, l’indennizzo deve essere calcolato con criteri che tengano conto di tutte le potenzialità extra-agricole, non limitandosi al valore agricolo medio.
Massime di principio
- In tema di espropriazione di un immobile edificato dotato di autonoma rilevanza economica, l’indennità va determinata in modo unitario, assumendo come riferimento il valore venale del fabbricato comprensivo dell’area di sedime, senza autonoma liquidazione di quest’ultima.
- La separata valutazione dell’area di sedime è esclusa quando la costruzione conserva una specifica consistenza economica e funzionale; essa può invece rilevare solo se il fabbricato è privo di autonomia funzionale o talmente fatiscente da non avere apprezzabile valore economico rispetto al suolo.
- Quando il bene espropriato presenti caratteristiche storico-ambientali peculiari e non sia stimabile con i metodi ordinari, il giudice di merito può ricorrere a criteri estimativi diversi, purché ne verifichi la coerenza e l’attendibilità in rapporto alla natura concreta del bene.
- In sede di legittimità non possono essere rivalutate le scelte tecniche e le valutazioni di merito compiute dal giudice territoriale e dal consulente, salvo il controllo sulla corretta applicazione dei principi giuridici in tema di indennità.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza civile
- ordinanza_civile · 17 mar 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 07748/2023 del 17/03/2023
- ordinanza_civile · 17 mar 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 07749/2023 del 17/03/2023
- ordinanza_civile · 17 mar 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 07750/2023 del 17/03/2023
- ordinanza_civile · 17 mar 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 07756/2023 del 17/03/2023
- ordinanza_civile · 17 mar 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 07757/2023 del 17/03/2023
- ordinanza_civile · 17 mar 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 07760/2023 del 17/03/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza civile →