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Ordinanza

Ordinanza n. 2973/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5

per la riforma dell'ordinanza cautelare del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio (Sezione Seconda) n. 3447 del 2026, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202605322

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Lazio che aveva respinto la domanda cautelare contro il provvedimento di Roma Capitale concernente l'inefficacia della rinuncia agli effetti delle SCIA e la conseguente cessazione dell'attività

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (operatore economico)

Prevale il privato

La controversia

La società ha proposto appello cautelare contro l'ordinanza del TAR Lazio che aveva rigettato la sospensione degli effetti del provvedimento amministrativo impugnato in primo grado. La controversia riguarda la dichiarazione, da parte di Roma Capitale, di inefficacia della rinuncia agli effetti delle SCIA, ritenuta dall'Amministrazione tale da consentire la legittima presentazione, a rettifica delle medesime SCIA, di SCIA relative alla variazione delle superfici. La società ha dedotto, in sostanza, l'illegittimità del provvedimento e la necessità della tutela cautelare, prospettando il rischio di cessazione dell'attività e dei conseguenti pregiudizi economici, di immagine e di avviamento.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l'appello cautelare e, per l'effetto, ha accolto la domanda cautelare proposta in primo grado. Quanto al fumus boni iuris, ha ritenuto dagli atti che Roma Capitale avesse dichiarato inefficace la rinuncia agli effetti delle SCIA, sicché potevano essere legittimamente presentate, a rettifica delle stesse, SCIA di variazione delle superfici. Quanto al periculum in mora, ha rilevato che il provvedimento impugnato comportava la cessazione dell'attività dell'appellante, con pregiudizi non soltanto economici ma anche di immagine e di avviamento, non suscettibili di ristoro per equivalente. Ha disposto la sollecita fissazione dell'udienza di merito davanti al TAR ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a. Le spese del doppio grado cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l'appello cautelare avverso le ordinanze cautelari del tribunale amministrativo regionale.

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    Consente, in caso di accoglimento della domanda cautelare, la trasmissione degli atti al TAR per la sollecita fissazione dell'udienza di merito.

Massime di principio

  • In sede di appello cautelare, il Consiglio di Stato può riformare l'ordinanza del TAR che abbia respinto la domanda cautelare quando ravvisi sia il fumus boni iuris sia il periculum in mora.
  • La presentazione di SCIA relative alla variazione delle superfici può essere ritenuta legittima quando l'Amministrazione abbia dichiarato inefficace la rinuncia agli effetti delle precedenti SCIA, trattandosi di rettifica delle medesime segnalazioni.
  • Il rischio di cessazione dell'attività può integrare il periculum in mora non soltanto per i danni economici, ma anche per i pregiudizi all'immagine e all'avviamento non suscettibili di adeguato ristoro per equivalente.
  • L'accoglimento della tutela cautelare può essere accompagnato dalla trasmissione degli atti al TAR per la sollecita fissazione dell'udienza di merito ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziSCIA e liberalizzazioniTutela cautelare
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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