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Ordinanza

Ordinanza n. 447/2026 - Venezia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202601166

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di chiusura notturna del V Vicolo di via Aquileia, con sbarramento dell’accesso da via Monsignore Giovanni Marcato, durante la stagione estiva

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l’ordinanza comunale n. 98 del 18 maggio 2026, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. L’atto dispone la chiusura del vicolo dalle ore 00:30 alle 6:30, dal 15 maggio al 15 settembre, per fronteggiare i disagi derivanti dal parcheggio selvaggio, dagli schiamazzi, dall’incuria e dai problemi di decoro e igiene collegati al transito notturno di numerosi pedoni diretti verso i locali situati a nord. Dalla motivazione dell’ordinanza cautelare emergono censure riferite, in sostanza, al difetto di istruttoria e alla sproporzione della misura, anche in rapporto agli interessi dei frontisti e dei condòmini. Il Comune aveva già adottato misure progressive: limitazione del transito e della sosta nel 2023 e chiusura notturna nel 2025 mediante cancello, la cui gestione da parte di personale incaricato dai condomìni si era rivelata logisticamente complessa e difficilmente sostenibile.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare, ritenendo non sufficientemente fondate le censure. Ha affermato che i provvedimenti di modifica della viabilità sono espressione di ampia discrezionalità amministrativa e sono sindacabili solo in presenza di manifesta illogicità, travisamento dei fatti o evidente carenza istruttoria. Nel caso concreto non ha ravvisato un difetto di istruttoria, valorizzando la serie di misure progressivamente più limitative adottate dal Comune per affrontare i medesimi problemi di sicurezza e ordine pubblico, nonché l’informativa di Giunta sulla difficoltà di gestione del precedente sistema di chiusura. Ha inoltre ritenuto la misura cautelare prima facie proporzionata e frutto di una comparazione tra interessi pubblici e privati, poiché limitata alla stagione estiva e alle sole ore notturne, con orario peraltro ridotto rispetto alla precedente ordinanza e in una fascia temporale caratterizzata da minore transito dei condòmini. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della particolarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare nel processo amministrativo; il TAR l’ha respinta ritenendo insufficienti gli elementi di fondatezza delle censure.

Massime di principio

  • Le ordinanze di modifica della viabilità rientrano nell’ampia discrezionalità dell’amministrazione e sono sindacabili dal giudice amministrativo soltanto in presenza di manifesta illogicità, travisamento dei fatti o evidente carenza di istruttoria.
  • L’adozione di misure progressive e coerenti nel tempo per fronteggiare problemi di sicurezza, ordine pubblico, decoro e igiene costituisce elemento idoneo a escludere, in sede cautelare, la sussistenza di un evidente difetto di istruttoria.
  • Una limitazione della viabilità può risultare proporzionata quando sia circoscritta territorialmente e temporalmente, riguardi soltanto le ore di maggiore criticità e tenga conto della ridotta incidenza sui transiti degli interessati.
  • Nella valutazione cautelare della legittimità di una misura viabilistica occorre considerare la comparazione tra gli interessi pubblici alla sicurezza e al decoro e gli interessi privati alla fruizione della viabilità.

Come è indicizzato

MaterieCircolazione stradale e viabilitàOrdinanze contingibili e urgentiTutela cautelare
RamiTrasporti e circolazioneEnti locali e organizzazione amministrativaProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezzaPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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