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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40272/2023 del 04/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Sassari che aveva condannato l'imputato per il fatto di essersi trattenuto in Italia nonostante il permesso di soggiorno gli fosse stato rifiutato (decreto della Commissione Territoriale di Roma del 13/11/2014, notificato il 15/12/2014), sostenendo che la qualificazione giuridica adottata dal giudice di merito era errata. In particolare, il ricorrente ha dedotto che la condotta non integri il reato previsto dall'art. 13, comma 2 lett. b) D.Lvo 286/1998 (violazione di un provvedimento di espulsione), ma costituisca la fattispecie di cui all'art. 10‑bis, comma 1, D.Lvo 286/1998 (ingresso o trattenimento in violazione delle norme sul soggiorno, sanzionato con ammenda).

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso ritenendolo fondato e ha ritenuto che la condotta contestata dovesse essere qualificata ai sensi dell'art. 10‑bis D.Lvo 286/1998 e non ai sensi dell'art. 13. Di conseguenza ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla determinazione della pena e, ai sensi dell'art. 620 lett. i) c.p.p., ha provveduto direttamente a irrogare la pena rideterminandola in euro 3.400,00 di ammenda (applicando la pena base nel minimo di euro 5.000,00 e riducendola per il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche).

Norme richiamate

  • D.Lvo 25 luglio 1998, n. 286 - art. 10‑bis, comma 1

    "salvo che il caso non costituisca più grave reato, lo straniero che fa ingresso ovvero si trattiene nel territorio dello Stato, in violazione delle disposizioni del presente testo unico nonché quelle di cui all'art. 1 della L. 28 maggio 2007, n. 68, è punito con l'ammenda da 5.000 a 10.000"

    La Corte ha ritenuto che la condotta dell'imputato (trattenersi nello Stato dopo il rifiuto del permesso di soggiorno) rientri in questa fattispecie amministrativamente sanzionata con ammenda e non costituisca violazione dell'ordine di espulsione.

  • D.Lvo 25 luglio 1998, n. 286 - art. 13, comma 2 lett. b)

    Il Tribunale aveva originariamente qualificato il fatto con riferimento a questa norma (relativa allo straniero che trasgredisce un provvedimento di espulsione), ma la Corte ha ritenuto che tale qualificazione non fosse corretta rispetto alla condotta contestata.

  • Legge 28 maggio 2007, n. 68 - art. 1

    Richiamata nella stessa disposizione di cui all'art. 10‑bis come norma rilevante ai fini della configurazione dell'illecito di ingresso o trattenimento irregolare.

  • Codice di procedura penale - art. 620, lett. i)

    La Corte ha applicato questa disposizione per annullare la sentenza limitatamente alla pena senza rinvio, determinando direttamente l'ammenda quando la nuova qualificazione consente di fissare immediatamente la pena.

Massime di principio

  • Quando lo straniero si trattiene nello Stato dopo il rifiuto del permesso di soggiorno (decisione negativa della Commissione territoriale) la fattispecie applicabile è in via ordinaria l'art. 10‑bis D.Lvo 286/1998 (illecito sanzionato con ammenda), salvo che non emerga un più grave reato o un provvedimento di espulsione specifico cui l'interessato abbia trasgredito.
  • La qualificazione come violazione di un provvedimento di espulsione (art. 13) richiede che esista e sia stato notificato un provvedimento di espulsione: la mera negazione del permesso di soggiorno non equivale automaticamente a un ordine di espulsione.
  • La Corte può, se la nuova qualificazione consente la determinazione immediata della pena, annullare la sentenza limitatamente alla pena e determinarla senza rinvio ai sensi dell'art. 620 lett. i) c.p.p., evitando un nuovo giudizio di merito quando non sono necessari accertamenti ulteriori.
  • Nel riqualificare il fatto da reato a illecito sanzionato con ammenda, il giudice tiene conto delle circostanze attenuanti per ridurre l'ammenda prevista dalla legge; pertanto nelle ipotesi analoghe è possibile una significativa diminuzione della pena pecuniaria rispetto al minimo legale.
  • Per la configurazione dell'illecito è rilevante la data e la modalità di notifica del provvedimento negativo (o di eventuale espulsione) e la data in cui lo straniero è stato accertato sul territorio: tali elementi determinano la rilevanza temporale e la corrispondenza fattuale con le norme applicabili.

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