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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23150/2025 del 20/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha respinto la richiesta di revoca del sequestro preventivo delle quote sociali, del compendio aziendale e del patrimonio della Trinacria Metalli S.r.l., nonché la richiesta subordinata di limitare il sequestro ai soli cespiti per un valore complessivo pari al profitto rideterminato (circa 71.000 euro). Il ricorrente deduceva che, dopo il decreto di sequestro originario (13/12/2021), il pubblico ministero aveva riformulato il capo di imputazione riducendo la quantità di materiale e l'ingiusto profitto, fatti sopravvenuti che avrebbero fatto venir meno i presupposti del sequestro o comunque imposto la limitazione dello stesso per ragioni di proporzionalità e adeguatezza.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi non consentiti e per genericità. Ha ritenuto che le censure proposte non contestassero specificamente la valutazione del periculum in mora e si limitassero a considerazioni sulla riduzione del profitto, argomento che incide semmai sul sequestro finalizzato alla confisca e non sulla natura impeditiva del sequestro originario. Inoltre è stato richiamato il principio del giudicato cautelare (precedente riesame dichiarato inammissibile) e che solo fatti nuovi, rilevanti e specifici possono superarlo; le deduzioni difensive sono state giudicate generiche e non idonee. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare 3.000 euro in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen.

    art. 321, comma 1, cod. proc. pen.

    Autorizza il sequestro preventivo con funzione impeditiva; il Tribunale ha ritenuto che la disponibilità dell'impresa e dei mezzi utilizzati per le condotte contestate potesse agevolare la reiterazione del reato, giustificando così il mantenimento del vincolo reale anche dopo la rideterminazione del profitto.

  • art. 452‑quaterdecies cod. pen.

    art. 452-quaterdecies cod. pen.

    Norma riferita alla confisca delle cose pertinenti al reato e del profitto illecito; la Corte osserva che la riduzione dell'ingiusto profitto incide sul sequestro finalizzato alla confisca ma non necessariamente su quello a carattere impeditivo.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Il ricorso per cassazione contro le ordinanze del riesame avverso misure cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge; quindi sono esclusi i motivi che si limitano a censurare la motivazione con vizi di logicità non configurabili come violazione di legge salvo radicalità del vizio.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Richiamato per precisare i limiti dell'indagine di legittimità (vizi logici della motivazione non sempre idonei ad integrare un motivo di cassazione), la Corte ha escluso che la doglianza fosse riconducibile a violazione di legge.

  • art. 275 cod. proc. pen.

    Norma citata dal ricorrente relativa all'omessa motivazione; la Corte ha ritenuto la censura generica e non specificamente diretta a dimostrare la mancanza dei requisiti di adeguatezza o proporzionalità nella decisione impugnata.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione alla necessità di motivazione e proporzionalità delle misure cautelari; la Corte ha ritenuto però che l'iter motivazionale del Tribunale implicasse l'inefficacia della richiesta subordinata e che le censure difensive fossero generiche.

Massime di principio

  • Distinguere sempre tra sequestro a finalità impeditiva e sequestro finalizzato alla confisca: la riduzione dell'ingiusto profitto incide principalmente sulla portata del sequestro destinato alla confisca, ma non automaticamente sul sequestro impeditivo quando sussistano esigenze di prevenzione o di inibizione della reiterazione.
  • Il giudicato cautelare formatosi in precedenti decisioni di riesame è difficilmente overturnabile: per superarlo bisogna fornire elementi sopravvenuti, concreti, specifici e rilevanti che cambino il quadro fattuale o giuridico originario.
  • In cassazione contro ordinanze di riesame sono ammessi soltanto motivi per violazione di legge; censure generiche sulla motivazione o argomentazioni non direttamente rivolte a violazioni normative rischiano l'inammissibilità.
  • Quando si chiede la limitazione del sequestro per ragioni di proporzionalità, è essenziale produrre una valutazione patrimoniale dettagliata e prove che dimostrino l'irrilevanza dell'azienda rispetto alla commissione dei reati o l'esistenza di mezzi meno invasivi idonei a tutelare le esigenze cautelari.
  • Nelle impugnazioni è strategico articolare motivi specifici e distinti (es. violazione di legge, error in procedendo, carenza motivazionale grave) e collegarli a documenti o atti processuali che ne dimostrino la fondatezza, evitando argomentazioni generiche o meramente valutative.

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