Cassazione Penale, Sentenza n. 23116/2025 del 20/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso la sentenza della Corte di appello di Napoli che confermava la condanna per estorsione in danno di Andrea Pagnozzi. Il ricorrente articolava tre motivi: (1) censura della qualificazione del fatto come estorsione per minaccia implicita anziché truffa, con doglianza sulla mancanza di coartazione della vittima; (2) mancato riconoscimento dell'attenuante ex art. 62 n.6 cod. pen. per avvenuto risarcimento del danno (documentato con vaglia e ricevute: ciascun imputato avrebbe corrisposto euro 300,00, per complessivi euro 600,00); (3) mancato riconoscimento della diminuente per lieve entità introdotta dalla Corte Costituzionale (sent. n.120/2023), dedotta tardivamente in appello secondo il ricorrente.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto inammissibile il primo motivo (criticando di merito la valutazione dei fatti: corretta la qualificazione in estorsione per minaccia implicita alla luce delle circostanze concrete — intervento notturno, zona isolata, tre persone di superiore forza, comportamento progressivamente coercitivo — e non manifesto errore logico nella valutazione delle prove). Ha invece accolto il secondo motivo: ha annullato limitatamente al mancato riconoscimento dell'attenuante ex art. 62 n.6 cod. pen., rilevando che la documentazione prodotta attesta pagamenti antecedenti al giudizio e che il giudice di merito non si è confrontato con questa prova; ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Napoli per rivalutare la tempestività e la portata riparatoria (anche in relazione alla natura plurioffensiva). Il terzo motivo è stato dichiarato inammissibile perché la nuova diminuente introdotta dalla Corte Costituzionale non era stata dedotta in tempo utile dinanzi al giudice di appello (non risultano motivi aggiunti né conclusioni scritte in cui fosse stata proposta), quindi la censura non poteva essere esaminata in cassazione.
Norme richiamate
art. 629 cod. pen.
Norma che disciplina il delitto di estorsione; la Corte ha confermato che l'estorsione può configurarsi anche per minaccia implicita quando, nelle circostanze concrete, la condotta è idonea a coartare la volontà della vittima.
art. 62 n. 6 cod. pen.
Prevede la diminuente per avere riparato integralmente il danno prima o durante il procedimento; la Corte di Cassazione ha ritenuto che la documentazione prodotta andrà valutata dal giudice di merito per verificare tempestività e portata riparatoria.
artt. 610 comma 1 e 5 e 611 comma 1 cod. proc. pen.
Richiamati in relazione alla celebrazione del procedimento in contraddittorio scritto senza richiesta di trattazione orale, corretta forma del rito cartolare adottato nel caso.
art. 606 comma 1 lett. b) ed e) cod. proc. pen.
Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione usados dal ricorrente (vizi di motivazione e violazione di legge); la Corte ha valutato la specificità e la rilevanza delle censure alla luce dei limiti della valutazione di merito in sede di legittimità.
Sentenza Corte Cost. 24/05/2023 n. 120
Intervento additivo che ha introdotto la diminuente per lieve entità; la Corte di Cassazione ha ricordato che tali nuove disposizioni o criteri vanno dedotti tempestivamente in sede di appello (motivi aggiunti o conclusioni) per poter essere valutati, altrimenti la censura è inammissibile in cassazione.
Massime di principio
- La distinzione tra truffa ed estorsione si basa sulla concreta efficacia coercitiva della condotta ex ante: se la vittima è indotta in errore senza sentirsi costretta si configura truffa; se la volontà è piegata dalla prospettazione di un male (anche implicita) si configura estorsione.
- La minaccia che configura estorsione può essere implicita, larvata o indiretta quando, valutate le circostanze (ora, luogo, numero e forza degli agenti, isolamento), è idonea a incutere timore e a coartare la volontà della vittima.
- Per ottenere il riconoscimento dell'attenuante ex art. 62 n.6 (riparazione del danno) è fondamentale produrre documentazione che dimostri il carattere temporale e l'integralità della riparazione; il giudice di merito deve necessariamente valutare tale prova.
- Le novità positive di portata sostanziale introdotte da sentenze costituzionali (es. nuova diminuente) devono essere prospettate tempestivamente nel grado di merito (motivi aggiunti o conclusioni) altrimenti non sono deducibili in cassazione.
- La Corte di Cassazione non riconsidera i fatti se la motivazione del giudice di merito è puntuale e non manifestamente illogica: le censure di merito in cassazione devono essere specifiche e mostrare vizi logico-giuridici, non una semplice richiesta di rivalutazione delle prove.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 20 giu 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 23106/2025 del 20/06/2025
- Sentenza penale · 20 giu 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 23108/2025 del 20/06/2025
- Sentenza penale · 20 giu 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 23110/2025 del 20/06/2025
- Sentenza penale · 20 giu 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 23112/2025 del 20/06/2025
- Sentenza penale · 20 giu 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 23114/2025 del 20/06/2025
- Sentenza penale · 20 giu 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 23117/2025 del 20/06/2025
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →