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Sentenza

Sentenza del 29/09/2015 n. 376 - Comm. Trib. Reg. Friuli Venezia Giulia

Testo non disponibile

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

I Consorzi chiedevano il rimborso dell'IRPEG versata per gli anni 2000-2004, sostenendo di rientrare tra i soggetti esclusi dall'imposta ai sensi dell'art. 88, comma 1, del DPR n. 917/1986, in quanto associazioni o enti gestori di demani collettivi. Assumevano di essere comunioni familiari montane disciplinate dalla legge n. 1102/1971 e dalla legge regionale Friuli Venezia Giulia n. 3/1996, titolari e gestori di patrimoni agro-silvo-pastorali collettivi, indivisibili e inalienabili, con finalità non lucrative e di interesse generale. L'Agenzia delle Entrate contestava l'applicabilità dell'esenzione, rilevando il carattere tassativo della norma, l'assenza di prova sufficiente circa i requisiti soggettivi e patrimoniali e la possibile esistenza di attività o redditi commerciali.

La decisione

La Commissione Tributaria Provinciale aveva accolto i ricorsi; la Commissione Tributaria Regionale aveva confermato le decisioni. La Corte di Cassazione, con cinque ordinanze del 21 febbraio 2014, aveva cassato le sentenze regionali e rinviato la causa, chiedendo una verifica concreta dei requisiti previsti dall'art. 88 e dell'attività effettivamente svolta. In sede di rinvio, la Commissione ha ritenuto che i Consorzi, sulla base dei decreti regionali di riconoscimento, degli statuti e della normativa applicabile, fossero associazioni senza scopo di lucro gestori di demani collettivi. Ha escluso la necessità di un'interpretazione analogica, ritenendo sufficiente l'applicazione letterale, sistematica e costituzionalmente orientata dell'art. 88. Ha inoltre considerato marginali o irrilevanti i redditi fondiari e le eventuali attività accessorie, non incompatibili con l'assenza di scopo di lucro. Gli appelli dell'Agenzia delle Entrate sono stati respinti, con conferma del diritto dei Consorzi al rimborso dell'IRPEG. Le spese di tutti i gradi sono state compensate.

Norme richiamate

  • Art. 88, comma 1, DPR n. 917/1986, testo vigente all'epoca

    I comuni, i consorzi tra enti locali, le associazioni e gli enti gestori di demani collettivi, le comunità montane... non sono soggetti all'imposta.

    La norma è stata interpretata nel senso che comprende anche associazioni private che gestiscono demani collettivi, purché siano effettivamente prive di scopo di lucro e svolgano attività coerenti con le finalità istituzionali. L'inclusione dei Consorzi Vicinali è stata ritenuta applicazione diretta della norma, non analogica.

  • Art. 74 DPR n. 917/1986

    È il riferimento normativo successivo all'art. 88 in materia di enti pubblici e soggetti non sottoposti alle imposte sui redditi; la giurisprudenza richiamata ne sottolinea il carattere speciale e la necessità di verificare concretamente i requisiti.

  • Legge n. 1102/1971, art. 10

    La disposizione ricomprende tra le comunioni familiari varie forme di organizzazioni montane, tra cui le Regole ampezzane e del Comelico, fornendo il quadro qualificatorio per i Consorzi Vicinali.

  • Legge n. 1102/1971, art. 11

    È stata richiamata dall'Agenzia per sostenere la necessità di provare il rispetto dei vincoli patrimoniali propri delle comunità familiari; nel giudizio di rinvio, la documentazione statutaria e il riconoscimento regionale sono stati ritenuti sufficienti.

  • Legge n. 97/1994, art. 3

    Al fine di valorizzare le potenzialità dei beni agro-silvo-pastorali in proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile...

    La norma demanda alle Regioni il riordino delle organizzazioni montane e delle comunioni familiari, confermando la riconducibilità sostanziale delle proprietà collettive ai demani collettivi.

  • Legge regionale Friuli Venezia Giulia n. 3/1996

    È riconosciuta personalità giuridica di diritto privato alle associazioni ed ai consorzi di comunioni familiari montane o ad organizzazioni di similare natura, denominate Vicinia o Vicinanza consorziale o Consorzio vicinale...

    La legge regionale riconosce i Consorzi Vicinali come soggetti privati organizzati per il godimento collettivo di diritti reali su beni agro-silvo-pastorali, imponendo requisiti quali la destinazione collettiva, l'inalienabilità e l'indivisibilità del patrimonio.

  • Art. 44, comma 2, Costituzione

    È stato utilizzato come fondamento costituzionale dell'interesse generale alla tutela e valorizzazione delle zone montane.

  • Art. 118, comma 4, Costituzione

    Il principio di sussidiarietà orizzontale è stato richiamato per valorizzare il ruolo delle associazioni private che perseguono finalità di interesse generale attraverso la gestione collettiva del patrimonio montano.

  • Cassazione n. 1382/2004

    L'art. 88 del TUIR ... è agevolazione applicabile esclusivamente ai soggetti ivi elencati e non può essere estesa ad emanazioni organizzative degli enti stessi o ad altri enti che si prefiggono il soddisfacimento di interessi particolari.

    Le agevolazioni dell'art. 88 sono speciali e non possono essere estese indiscriminatamente; tuttavia, la Commissione ha ritenuto che i Consorzi rientrassero direttamente nella categoria degli enti gestori di demani collettivi.

  • Cassazione n. 11755/2009

    La verifica ... va effettuata dal Giudice di merito ... sulla scorta dell'atto costitutivo, ovvero sulla base dell'attività effettivamente esercitata.

    L'esenzione richiede una verifica concreta dello statuto e dell'attività effettiva dell'ente, non una mera qualificazione formale.

  • Circolare ministeriale n. 40/E del 17 febbraio 1999

    Chiarimenti ... al fine di consentire la corretta individuazione degli enti che possono ricondursi fra le associazioni non soggette all'IRPEG di cui all'art. 88 del TUIR.

    L'elenco delle organizzazioni menzionate dalla circolare è stato considerato esemplificativo e non tassativo, utile per individuare enti con caratteristiche sostanzialmente analoghe di gestione di demani collettivi.

Massime di principio

  • L'esenzione prevista per gli enti gestori di demani collettivi può applicarsi anche a soggetti di diritto privato, se la loro natura e attività rientrano direttamente nella categoria normativa e non si tratta di una semplice estensione analogica.
  • Chi chiede il rimborso di un'imposta ritenuta non dovuta deve provare concretamente sia la propria qualificazione giuridica sia la sussistenza dei requisiti statutari e patrimoniali richiesti.
  • Sono particolarmente rilevanti il riconoscimento da parte dell'autorità competente, l'iscrizione in eventuali registri pubblici, lo statuto, la destinazione collettiva dei beni e i vincoli di inalienabilità e indivisibilità.
  • L'assenza di scopo di lucro non esclude la possibilità di conseguire redditi o svolgere attività accessorie: occorre verificare se tali attività siano marginali, strumentali o comunque compatibili con le finalità istituzionali e con il divieto di distribuzione degli utili.
  • Le circolari amministrative possono orientare l'interpretazione e l'individuazione dei casi concreti, ma non possono ampliare autonomamente l'ambito di un'esenzione fiscale oltre quanto previsto dalla legge.
  • La verifica deve essere effettuata caso per caso dal giudice di merito, considerando sia gli atti costitutivi e gli statuti sia l'attività effettivamente esercitata.

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