Cassazione Penale, Sentenza n. 35137/2022 del 21/09/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza di condanna per concorso in estorsione aggravata. Deduce: 1) vizio della motivazione perché le dichiarazioni della persona offesa sono state interpretate in modo non congruo e non avrebbero indicato l'imputato come autore delle richieste estorsive; 2) violazione di legge per l'insussistenza della valenza intimidatoria delle presunte minacce; 3) vizio della motivazione e violazione di legge in relazione alla determinazione della pena, ritenuta non adeguatamente motivata e non graduata rispetto al fatto.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso palesemente inammissibile. Ha ritenuto che i giudici del merito avessero adeguatamente valutato l'attendibilità della vittima e che la presenza dell'imputato avesse incrementato la capacità intimidatoria dei complici, rafforzando il proposito criminoso. Il ricorso è stato censurato come riproposizione di doglianze già esaminate in appello e come generico e aspecifico, configurando un tentativo di riesame del merito non consentito. Anche il motivo sulla pena è stato ritenuto generico rispetto alla motivazione dei giudici. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000,00 in favore della cassa delle Ammende.
Norme richiamate
Decreto-Legge n.137/2020, art.23, co.8
art.23 co.8 D.L. n.137/20
La trattazione del ricorso è avvenuta con contraddittorio scritto ai sensi della norma; la Corte annota l'applicabilità della procedura scritta prevista dal decreto
Codice di procedura penale, art.591, co.1, lett. c)
art.591 c.p.p., comma 1, lett. c)
La Corte ha invocato l'articolo per dichiarare l'inammissibilità del ricorso per mancanza di specificità delle doglianze, essendo il motivo generico e non correlato alle argomentazioni del giudice a quo
Massime di principio
- In Cassazione sono inammissibili i ricorsi che si limitano a riproporre critiche di merito già decise in appello senza prospettare una autonoma, specifica violazione di legge o vizio di motivazione non superabile con rivalutazione del fatto
- La valutazione della attendibilità della persona offesa e la funzione probatoria delle sue dichiarazioni, quando chiaramente motivata dai giudici del merito, difficilmente sono sindacabili in Cassazione salvo violazioni logico-giuridiche evidenti e specificamente indicate
- Per sostenere l'insussistenza della capacità intimidatoria delle minacce occorre fornire elementi concreti che mettano in crisi la ricostruzione fattuale dei giudici del merito; le mere affermazioni generiche non bastano
- Le doglianze sulla determinazione della pena devono essere specifiche: bisogna indicare in che modo la motivazione è contraddittoria o insufficiente e come ciò abbia inciso sulla determinazione del trattamento sanzionatorio
- Chi impugna in Cassazione dovrebbe mirare a far emergere errori di diritto, contraddizioni nella motivazione o violazioni procedurali precise, evitando richieste implicite di nuovo esame probatorio
- La condanna alle spese e l'irrogazione di una somma a titolo di ammenda possono seguire la dichiarazione di inammissibilità per ricorsi aspecifici o manifestamente infondati
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