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Cassazione Civile, Ordinanza n. 34759/2024 del 28/12/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (contribuente)

La controversia

La lite riguarda un avviso di liquidazione con cui l'amministrazione finanziaria ha richiesto l'imposta di registro per la registrazione di una sentenza della Corte d'Appello resa in un giudizio di opposizione alla stima dell'indennità di esproprio e di occupazione legittima. L'ufficio sosteneva che la pronuncia avesse natura di sentenza di condanna al pagamento di somme, perché disponeva il deposito presso la Cassa Depositi e Prestiti dell'indennità, e dunque dovesse essere tassata ai sensi dell'art. 8, lett. b), della Tariffa allegata al d.P.R. n. 131/1986 nella misura del 3%. La contribuente aveva invece ottenuto in primo e secondo grado l'applicazione dell'aliquota dell'1%, ritenendo che la decisione avesse contenuto di mero accertamento di un diritto patrimoniale. Con l'unico motivo di ricorso l'Agenzia deduceva violazione e falsa applicazione dell'art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c., dell'art. 37 e dell'art. 8, lett. b), d.P.R. n. 131/1986, censurando la qualificazione della sentenza come atto di mero accertamento e non di condanna.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondato il ricorso e ha confermato la sentenza impugnata. Ha ribadito che, in tema di imposta di registro, la sentenza che, all'esito di un giudizio di opposizione alla stima dell'indennità di esproprio o di occupazione legittima, accerta l'esatto ammontare dell'indennità e ordina il deposito della differenza presso la Cassa Depositi e Prestiti non ha natura di condanna, ma di accertamento di diritti a contenuto patrimoniale. Ne consegue l'applicazione dell'imposta di registro nella misura dell'1% ex art. 8, lett. c), della Tariffa, parte prima, allegata al d.P.R. n. 131/1986. Le spese sono state compensate, in ragione del consolidamento dell'orientamento giurisprudenziale nel corso del giudizio.

Norme richiamate

Massime di principio

  • In materia di imposta di registro sugli atti giudiziari, la qualificazione della sentenza dipende dal suo contenuto sostanziale: se la pronuncia si limita ad accertare l'esatto ammontare di un diritto patrimoniale e dispone un adempimento strumentale, essa non assume natura di condanna.
  • Nel giudizio di opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione o di occupazione legittima, l'oggetto della controversia è la congruità dell'indennità rispetto ai criteri di legge, non il pagamento dell'indennità già definitivamente dovuta e non contestata.
  • L'ordine di deposito presso la Cassa Depositi e Prestiti, quando previsto all'esito della stima giudiziale dell'indennità espropriativa, costituisce adempimento accessorio e prodromico della procedura espropriativa e non integra una condanna in favore dell'espropriato.
  • Ai fini fiscali, la sentenza che accerta l'indennità espropriativa e dispone il relativo deposito è soggetta all'imposta di registro nella misura prevista per gli accertamenti di diritti a contenuto patrimoniale, non a quella prevista per le condanne al pagamento di somme.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributario
RamiTributi
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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