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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17936/2024 del 07/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Roma che aveva disposto la revoca della sospensione condizionale della pena irrogata con sentenza del Tribunale di Napoli del 8 dicembre 2008, divenuta definitiva il 2 gennaio 2009. Il ricorrente deduceva errore di diritto e vizio di motivazione: in particolare denunciava un travisamento dei fatti dovuto a un errore materiale nella formulazione del capo di imputazione nella sentenza del Tribunale di Cassino del 6 marzo 2014, che indicava la data del nuovo reato come 29 gennaio 2013 mentre, dal contenuto della stessa decisione e dagli atti processuali (arresto del 29 gennaio 2014, convalida il 30 gennaio 2014, RG Mod.21 n.405/2014), risultava che il reato era stato commesso il 29 gennaio 2014. Poiché il termine di cinque anni per l'applicazione della causa di revoca prevista dall'art. 168 co.1 n.1 c.p. decorre dal passaggio in giudicato (2 gennaio 2009), la nuova condotta sarebbe sopravvenuta oltre il quinquennio e quindi la revoca non sarebbe applicabile.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha accertato l'errore materiale nella formulazione del capo di imputazione (indicazione 29 gennaio 2013) e, alla luce degli elementi documentali che dimostravano in modo incontestabile la commissione del fatto il 29 gennaio 2014 (arresto e convalida, numero RG Mod.21 405/2014), ha concluso che la nuova condotta è avvenuta oltre il termine dei cinque anni dal passaggio in giudicato della sentenza che aveva concesso il beneficio. Perciò ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha disposto la comunicazione della decisione al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma.

Norme richiamate

  • art. 168 comma 1 n.1 cod.pen.

    art. 168 comma 1 n.1 cod.pen.

    La norma disciplina la revoca della sospensione condizionale della pena in presenza di una nuova condanna per reato commesso entro cinque anni dal passaggio in giudicato della decisione che aveva concesso il beneficio. La Corte ha interpretato che la revoca è applicabile solo se la nuova condotta sia stata commessa entro il quinquennio; se la data del nuovo reato è successiva al termine dei cinque anni la revoca non può trovare applicazione.

Massime di principio

  • La decorrenza del quinquennio per l'applicabilità della revoca della sospensione condizionale si calcola dal passaggio in giudicato della sentenza che ha concesso il beneficio.
  • Un errore materiale manifestamente evidente nella indicazione della data del fatto nella sentenza di condanna successiva può essere ricostruito e rettificato "ictu oculi" sulla base di elementi processuali chiari (data di arresto, convalida, numerazione RG, ecc.).
  • Se la data effettiva del nuovo reato, desumibile dagli atti, è successiva al termine dei cinque anni, la revoca prevista dall'art. 168 co.1 n.1 c.p. non è applicabile e la decisione di revoca deve essere annullata.
  • Quando il vizio è di natura meramente materiale e la ricostruzione dei fatti è possibile in modo certo dai documenti, la Suprema Corte può annullare senza rinvio l'atto impugnato.
  • In sede di esecuzione il giudice deve controllare la congruenza tra la data indicata nel capo di imputazione e gli elementi processuali che attestano la reale data del fatto; in caso di discordanza evidente, la tutela spetta al ricorrente che dimostri l'errore con documenti.

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