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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44380/2023 del 06/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la decisione che ha dichiarato inammissibile la domanda di revisione della condanna definitiva per l'omicidio di D'Onofrio Vincenzo (16/01/1990). La revisione era basata su nuove dichiarazioni rese da Di Nuzzo Vincenzo, che indicavano altri autori del delitto (Avventurato Giuseppe e Petillo Andrea). I ricorrenti sostenevano che il novum era decisivo, sovrapponibile ad altre dichiarazioni pregresse e idoneo a rimettere in discussione la decisione definitiva, impongendo l'assoluzione almeno per effetto del ragionevole dubbio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi. Ha confermato che la Corte di Appello aveva compiuto una corretta comparazione tra le prove originarie e i nuovi elementi, ritenendo le dichiarazioni sopravvenute non dotate del requisito della decisività. In particolare è stato valorizzato il peso probatorio della deposizione del teste Guadagno e degli esiti delle indagini sui residui di sparo, mentre le dichiarazioni antecedenti e quelle di Di Nuzzo sono state considerate di natura indiretta o con attendibilità precaria (anche alla luce dell'assoluzione subita da Di Nuzzo). I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 611 c.p.p.

    ai sensi dell'art. 611 c.p.p.

    Richiamato dal Pubblico Ministero nelle conclusioni per sostenere l'inammissibilità dei ricorsi; la Corte non effettua una specifica interpretazione estensiva di tale articolo nel corpo della motivazione

  • Principio del ragionevole dubbio (criterio probatorio)

    La Corte ribadisce che in sede di revisione vale il criterio secondo cui la responsabilità penale deve ritenersi esclusa in presenza di un ragionevole dubbio, ma che perché il novum produca tale dubbio esso deve essere decisivo e capace di incidere concretamente sulla solidità del quadro probatorio originario

Massime di principio

  • La domanda di revisione fondata su nuovi elementi probatori richiede che il novum abbia carattere di decisività: non basta la mera novità, occorre che possa effettivamente incrinare il convincimento formatosi nel giudizio definitivo
  • Il giudice della revisione deve comparare i nuovi elementi con le prove originarie e può ritenere non decisive le dichiarazioni indirette o rese da soggetti la cui attendibilità risulta attenuata da giudicati successivi
  • Prove originarie di forte valore probatorio (es. deposizione diretta di teste oculari ben considerata e riscontri tecnici come residui di sparo) difficilmente vengono sovvertite da dichiarazioni sopravvenute non corroborate da ulteriori riscontri
  • L'assoluzione di un dichiarante in un processo successivo può essere valutata dal giudice della revisione come elemento che riduce l'attendibilità delle sue dichiarazioni
  • Per avere successo in una revisione è strategico non limitarsi a nuove dichiarazioni verbali, ma produrre elementi che possano direttamente contrastare o smentire le prove decisive del processo originario (verifiche tecniche, dati oggettivi, riscontri documentali)

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