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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34413/2024 del 12/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del G.i.p. che ha convalidato il d.a.spo. e l'obbligo di presentarsi negli uffici di polizia durante le partite della OSIMANA. Il ricorso deduce: 1) violazione del diritto di difesa per compressione del termine dilatorio di 48 ore prima della convalida; 2) carenza di motivazione sulle ragioni di urgenza che giustificano l'obbligo di presentazione; 3) motivazione apparente circa la pericolosità del ricorrente; 4) illegittimità dell'imposizione dell'obbligo anche per partite amichevoli.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che: 1) la violazione del termine dilatorio di 48 ore non determina di per sé la nullità insanabile se l'interessato non ha esercitato le facoltà difensive né ha allegato un pregiudizio concreto e attuale derivante dalla compressione del termine; 2) l'omessa indicazione della specifica manifestazione sportiva è idonea a determinare invalidità solo se la misura è stata eseguita (cioè se nel periodo tra notifica e convalida si è svolta una manifestazione per la quale è stato imposto l'obbligo) e ciò non è stato dimostrato; 3) la motivazione del G.i.p. sulla pericolosità è sufficiente, avendo valorizzato il lancio di sassi, le ingiurie agli operanti e l'esistenza di un precedente DASPO; 4) l'obbligo può legittimamente riferirsi anche a partite amichevoli se esse sono programmate e pubblicizzate in modo da essere conoscibili. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • Legge 13 dicembre 1989, n. 401 (art. 6)

    Attribuisce al Questore il potere di vietare l'accesso alle manifestazioni sportive e, ai sensi del comma 2, di imporre l'obbligo di presentarsi presso uffici di polizia; la Corte ammette l'applicazione anche a incontri "amichevoli" se previamente programmati e pubblicizzati.

  • Codice di procedura penale (art. 178, comma 1, lett. c)

    art. 178, comma 1, lett. c

    Riguarda le ipotesi di nullità degli atti processuali: la giurisprudenza richiamata riconosce che la lesione del diritto di intervento del destinatario può determinare una nullità generale deducibile.

  • Codice di procedura penale (art. 182)

    Stabilisce che la nullità di ordine generale è rilevabile solo se vi è interesse concreto e attuale a farla valere; il ricorrente deve dimostrare un pregiudizio effettivo derivante dalla nullità.

Massime di principio

  • La mancata osservanza del termine dilatorio di 48 ore per la convalida non comporta automaticamente l'annullamento dell'ordinanza se il destinatario non ha esercitato le facoltà difensive e non dimostra un pregiudizio concreto e attuale.
  • L'omessa indicazione della specifica manifestazione sportiva nell'atto del Questore rende invalida la misura solo se la stessa è stata eseguita prima dell'intervento del giudice (ossia se tra notifica e convalida si è tenuta la partita per la quale l'obbligo doveva essere osservato).
  • La motivazione sulla pericolosità può essere ritenuta adeguata anche valorizzando fatti concreti (es. lancio di oggetti, ingiurie agli operatori) e precedenti provvedimenti analoghi (precedente DASPO).
  • L'obbligo di presentazione può legittimamente essere imposto anche per incontri amichevoli quando siano programmati e resi conoscibili tramite normali strumenti di pubblicizzazione, poiché l'esigenza di prevenire violenze rimane.
  • Chi contesta la nullità di un atto per violazione procedurale ha l'onere di indicare l'esistenza di un interesse concreto e il nesso causale tra la violazione e il pregiudizio subito; mere allegazioni astratte non sono sufficienti.

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