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Ordinanza

Ordinanza n. 609/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202600606

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Toscana, Sez. IV, 17 dicembre 2025, n. 2069, relativa a un provvedimento di divieto di accesso ai luoghi ove si svolgono incontri di calcio

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (amministrazioni appellanti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Ministero dell’interno e la Questura di Firenze hanno proposto appello contro la sentenza del TAR Toscana che aveva inciso sul provvedimento di divieto di accesso ai luoghi ove si svolgono incontri di calcio, chiedendone la sospensione cautelare. In questa fase, l’Amministrazione ha sostenuto la necessità di preservare l’ordine e la sicurezza pubblica in relazione al rischio di scontri tra tifoserie. Il Consiglio di Stato rileva che i motivi d’appello, riguardanti l’esatto ambito di applicazione delle norme di prevenzione degli scontri tra tifoserie in occasione di eventi sportivi, richiedono un esame compiuto nella fase di merito. Gli appellati risultavano già colpiti da un precedente DASPO e deferiti all’Autorità giudiziaria.

La decisione

Il Consiglio di Stato, con cognizione sommaria propria della fase cautelare, ha ritenuto meritevoli di approfondimento nel merito i motivi d’appello relativi all’ambito applicativo della disciplina di prevenzione degli scontri tra tifoserie. Quanto al periculum in mora, ha attribuito prevalenza all’interesse dell’Amministrazione a evitare rischi futuri per l’ordine e la sicurezza pubblica rispetto all’interesse degli appellati, tenuto conto del precedente DASPO e del deferimento all’Autorità giudiziaria. Ha quindi accolto la domanda cautelare e sospeso gli effetti della sentenza impugnata, compensando le spese della fase cautelare.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Richiamato quale base normativa della tutela cautelare in appello.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale presupposto per l’oscuramento delle generalità e dei dati identificativi delle parti.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla disciplina nazionale, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare d’appello, quando i motivi riguardano l’esatto ambito applicativo della disciplina di prevenzione degli scontri tra tifoserie, il loro esame può essere riservato alla fase di merito se richiede un approfondimento incompatibile con la cognizione sommaria.
  • Nel bilanciamento cautelare, l’interesse pubblico alla prevenzione di rischi futuri per l’ordine e la sicurezza pubblica può prevalere sull’interesse individuale alla conservazione degli effetti di una sentenza favorevole, soprattutto quando il destinatario della misura risulti già colpito da un precedente DASPO e deferito all’Autorità giudiziaria.
  • La sospensione cautelare degli effetti della sentenza di primo grado può essere disposta quando, pur dovendo essere approfondito nel merito il fumus relativo alla legittimità della misura di prevenzione, il periculum e la comparazione degli interessi depongano per la tutela immediata dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Come è indicizzato

MaterieOrdine e sicurezza pubblicaTutela cautelareAppello
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezza

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