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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21645/2022 del 03/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza che confermava la sua condanna per estorsione aggravata ai danni di Giuseppe Pansino, deducendo un errore di fatto nella valutazione delle dichiarazioni della presunta parte offesa e delle captazioni. Sostiene che dal compendio probatorio non risulta che Pansino abbia subito pressioni per assumerlo come elettricista e osserva che, se vi fosse stata una minaccia al momento dell'assunzione, non si comprenderebbe perché il datore di lavoro non abbia avvertito il pericolo conseguente al momento del licenziamento. Inoltre interpreta le captazioni come semplici sfoghi del datore di lavoro relativi a richieste retributive legittime.

La decisione

La Corte dichiara inammissibile il ricorso perché manifestamente proposto per ragioni non consentite dall'ordinamento: il ricorso mira a contestare il giudizio di merito e la valutazione probatoria (vizio di giudizio) e non un errore percettivo idoneo a fondare il rimedio ex art. 625-bis c.p.p. La Corte richiama la giurisprudenza secondo cui il rimedio straordinario è limitato agli errori di percezione e non alle diverse valutazioni delle prove. Conseguentemente il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Il rimedio straordinario è ammissibile soltanto per errori di fatto riconducibili a una fuorviante rappresentazione percettiva; non è idoneo a censurare valutazioni del giudice di merito (vizi di giudizio) relative al convincimento probatorio

  • art. 23, commi 8 e 9, d.l. 28/10/2020, n.137 conv. in legge 18/12/2020, n.176

    art. 23, commi 8 e 9, d.l. 137/2020 conv. in legge 176/2020

    Norma richiamata per la precisazione procedimentale in cui si è svolto il giudizio (riferimento alle disposizioni applicabili al procedimento)

  • Giurisprudenza - Sez. U, n. 37505 del 14/07/2011 (Corsini)

    Sez. U, n. 37505/2011, Corsini

    Affermato che se l'errore non è esclusivamente percettivo ma la decisione contiene valutazioni, si tratta di errore di giudizio e non di errore di fatto ai sensi dell'art. 625-bis

  • Giurisprudenza - Sez. 6, n. 37243 del 11/07/2014 (Diana)

    Sez. 6, n. 37243/2014, Diana

    Conferma che il ricorso straordinario ex art. 625-bis non è ammissibile quando si deduca un erroneo vaglio delibativo del compendio storico-fattuale (errore di giudizio)

Massime di principio

  • Il rimedio straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è ammesso solo per errori di fatto riconducibili a una percezione erronea dei fatti (es. evidente contraddizione con documenti incontestabili), non per contestazioni della valutazione delle prove operata dal giudice di merito
  • Se si intende contestare la valutazione del giudice sulle dichiarazioni testimoniali o sulle captazioni, la strada corretta è il ricorso in via ordinaria (es. appello o altri rimedi previsti), non il ricorso straordinario per errore di fatto
  • Perché un ricorso ex art. 625-bis sia ricevibile occorre indicare con precisione l'errore percettivo e fornire elementi oggettivi che dimostrino la manifesta falsità della percezione (documenti, registrazioni che smentiscano incontestabilmente la valutazione contestata)
  • I ricorsi manifestamente infondati o atti a rimettere in discussione il giudizio di merito possono comportare non solo l'inammissibilità ma anche la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di somme in favore della Cassa delle ammende

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