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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40422/2022 del 26/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore impugna l'ordinanza del GIP del 15/03/2022 che, in presenza di opposizione della persona offesa a una richiesta di archiviazione per particolare tenuità del fatto, l'ha ritenuta ammissibile e ha indicato che le audizioni di persone informate sui fatti e gli accertamenti tecnici (richiamando art. 327-bis e 391-bis c.p.p. e ss.) potrebbero essere espletati direttamente dall'avvocato dell'opponente, precisando però che gli atti tipici della funzione giudiziaria restano di competenza del P.M. Il Procuratore lamenta che tale disposizione sia abnorme perché: a) il giudice può indicare indagini da svolgere al P.M. (art. 410, comma 4 c.p.p.) ma non può demandarle alla parte opponente; b) non è previsto che la parte pubblica sia sollecitata dall'opponente a svolgere indagini suppletive; c) la formulazione crea stasi procedurale rimettendo l'iniziativa all'opponente; d) genera incertezza sugli atti che la parte privata può compiere e su quelli riservati all'autorità pubblica.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le osservazioni del GIP non incidessero sul contenuto decisorio dell'ordinanza (che indicava indagini suppletive ai sensi dell'art. 409, comma 4 c.p.p.) e che le affermazioni aggiuntive, che prospettavano la possibilità per l'opponente di esercitare prerogative difensive anche nell'ambito istruttorio e di fornire elementi al P.M., non configurassero un atto abnorme. La Corte ha richiamato la giurisprudenza di legittimità sul concetto restrittivo di "abnormità" (Sez. U.) e ha concluso che non sussistono i requisiti per dichiarare abnorme l'atto impugnato; pertanto il provvedimento del GIP è confermato e il ricorso del Procuratore è inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 410 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente come limite alla possibilità del GIP di indicare indagini; la Corte osserva che il giudice può indicare indagini da svolgere al P.M., ma le considerazioni aggiuntive del GIP non travalicano il potere decisorio e non configurano abnormità.

  • art. 409 cod. proc. pen.

    Indica l'oggetto delle indagini suppletive che il GIP ha ritenuto necessarie; la Corte considera che l'oggetto delle indagini non è contestato dal ricorrente.

  • art. 327-bis e art. 391-bis cod. proc. pen.

    art. 327-bis; art. 391-bis

    Richiamati nel provvedimento del GIP come tipi di accertamenti tecnici e audizioni che possono integrare l'istruttoria; la Corte interpreta il richiamo come un'indicazione che l'avvocato dell'opponente può espletare alcune attività istruttorie difensive, purché gli atti propri della funzione giudiziaria restino di competenza del P.M.

  • Sez. U, n. 22909/2005 (Minervini)

    Sezioni Unite, 31/05/2005

    Fornisce i criteri per riconoscere l'abnormità di un atto (vizio non coperto da nullità o inutilizzabilità; atto non altrimenti impugnabile; atto non inquadrabile nella struttura procedimentale o che determini stasi processuale insuperabile). La Corte applica questi criteri in senso restrittivo.

  • Sez. U, n. 10728/2021

    Ribadisce l'approccio restrittivo alla nozione di abnormità; la Corte lo utilizza per dichiarare inammissibile il ricorso che non dimostra i requisiti di abnormità.

Massime di principio

  • Un provvedimento giudiziale si considera "abnorme" solo in casi ristretti: se contiene un vizio per il quale non sono previste cause di nullità o inutilizzabilità, se non è altrimenti impugnabile e se esce completamente dal quadro procedimentale o determina una stasi processuale insuperabile.
  • Il GIP può indicare indagini suppletive e segnalare modalità utili all'integrazione probatoria; osservazioni aggiuntive che non incidono sul contenuto decisorio non sono di per sé abnormi.
  • Le attività istruttorie che rientrano nelle prerogative difensive (es. audizioni di persone informate, certositi accertamenti tecnici nei limiti di legge) possono essere svolte o promosse dall'avvocato della parte privata; ciò non sostituisce gli atti tipici della funzione pubblica o giudiziaria, che restano competenza del P.M. o dell'autorità giudiziaria.
  • Per contestare validamente un ordine del GIP sul piano dell'abnormità il ricorrente deve dimostrare in concreto che il provvedimento travalica la struttura procedimentale o crea una stasi non altrimenti superabile; mere critiche su affermazioni di carattere organizzativo o suggestivo sono insufficienti.
  • In presenza di opposizione a richiesta di archiviazione per particolare tenuità, l'opponente deve indicare lacune probatorie e mezzi per colmarle: se ciò è fatto, il GIP può ritenere l'opposizione ammissibile e disporre o indicare approfondimenti istruttori.

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