Cassazione Civile, Ordinanza n. 34195/2021 del 15/11/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)
La controversia
La controversia nasce da un appalto di opere pubbliche affidato per la realizzazione di infrastrutture logistiche presso una struttura militare. Nel corso dei lavori si verificarono ritardi e proroghe; l'impresa appaltatrice, dopo avere sottoscritto senza riserve i primi due stati di avanzamento lavori, iscrisse una riserva solo in occasione del terzo SAL, chiedendo il pagamento di ulteriori somme per maggiori oneri asseritamente derivanti dalla consegna parziale dei lavori e dall'andamento anomalo dell'esecuzione. Il Tribunale accolse in parte la domanda, la Corte d'appello confermò, e il Ministero propose ricorso per cassazione con un unico motivo, denunciando la violazione della disciplina sulla tempestiva apposizione delle riserve negli appalti pubblici e la conseguente decadenza dell'impresa dal diritto di far valere le pretese economiche non riservate tempestivamente.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il motivo del Ministero. Ha affermato che, negli appalti pubblici, le contestazioni relative a fatti già percepibili al momento della consegna o dell'insorgenza del pregiudizio devono essere tempestivamente iscritte a riserva, non essendo sufficiente rinviare la riserva al SAL successivo solo perché il quantum sia quantificato dopo. Poiché la Corte d'appello aveva considerato tempestiva la riserva apposta al terzo SAL benché riferita a fatti emersi sin dalla consegna originaria, la sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte d'appello di Bari, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 11, comma 4, R.D. n. 350/1895
violazione dell'art.11, comma 4
richiamato come base della disciplina delle riserve e della loro tempestiva apposizione negli appalti pubblici, a pena di decadenza
artt. 53 e ss. R.D. n. 350/1895
applicati ratione temporis come disciplina dell'onere di preventiva riserva nei pubblici appalti
art. 53 R.D. n. 350/1895
necessità che l'appaltatore indichi tutte le domande che crede di fare
impone all'appaltatore di contestare immediatamente le circostanze idonee a comportare un incremento di spesa, con atto tempestivo e vincolato
artt. 1, comma 1, e 113 d.P.R. n. 554/1999
indicate come disciplina succedanea a seguito dell'abrogazione del regolamento previgente
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
norma sul motivo di ricorso per violazione di legge invocata dal Ministero
Massime di principio
- Negli appalti pubblici l'appaltatore che intenda far valere maggiori compensi o maggiori oneri deve iscrivere tempestivamente riserva nella contabilità, al momento in cui il fatto lesivo si verifica o diviene percepibile con l'ordinaria diligenza.
- La riserva non può essere differita al SAL successivo quando il fatto generatore del pregiudizio era già conosciuto o conoscibile sin dalla fase di consegna o di esecuzione, anche se la quantificazione del danno possa essere completata in un momento successivo.
- La consegna parziale dei lavori, quando rilevi già ab origine come causa del maggior onere, impone all'appaltatore di contestare subito il fatto, essendo insufficiente la sola indicazione differita del quantum.
- Nel regime degli appalti pubblici la tempestiva riserva risponde non solo a un dovere di lealtà contrattuale, ma anche all'interesse pubblico al controllo della spesa e alla verifica immediata delle contestazioni dell'appaltatore.
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