Cassazione Civile, Sentenza n. 23025/2023 del 28/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Rimborso IRES/ritenuta sui dividendi corrisposti nel 2001 da Agusta S.p.A. alla controllante olandese Agusta Holding B.V.; l'Agenzia delle Entrate, dopo un controllo sostanziale, ha negato il rimborso sostenendo che la società olandese fosse fittiziamente costituita e non soggetta effettivamente a imposta nei Paesi Bassi (per effetto della participation exemption), e che quindi non potesse beneficiare dell'esenzione prevista dalla Direttiva madre-figlia e dall'art. 27-bis del DPR n. 600/1973; contestata anche la mancata qualificazione della holding olandese come beneficiario effettivo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della ricorrente, ha cassato la sentenza della Commissione tributaria regionale di Abruzzo (sez. staccata di Pescara) e ha rinviato la causa per nuovo esame alla CTR in diversa composizione. La Corte ha ritenuto che la CTR abbia errato nel ritenere che il regime di esenzione olandese (Pex) impedisca automaticamente il riconoscimento del beneficio della Direttiva e dell'art. 27-bis: il requisito "subject to tax" deve intendersi come potenziale assoggettamento illimitato allo Stato di residenza, indipendentemente dall'effettivo prelievo fiscale. Ha inoltre ritenuto che la CTR non abbia adeguatamente valutato e motivato la questione del beneficiario effettivo (ownership and availability dei dividendi) e non abbia svolto l'istruttoria necessaria sui parametri-spia e sugli elementi probatori raccolti; pertanto occorre nuovo esame sulla qualifica di beneficiario effettivo e sugli ulteriori aspetti fattuali.
Norme richiamate
Direttiva 90/435/CEE (Direttiva madre-figlia)
L'esenzione prevista dalla Direttiva è applicabile se la società madre è "subject to tax" nello Stato di residenza nel senso di potenziale "full liability to tax"; inoltre l'applicazione richiede verifica del beneficiario effettivo secondo i principi della Corte di Giustizia (es. T-Denmark) e non può essere negata solo perché nel Paese di residenza sussiste un regime di PEX che esenta effettivamente dall'imposta.
Norma nazionale applicativa della Direttiva madre-figlia: richiede che la società beneficiaria sia assoggettata a imposta nello Stato di residenza per poter godere dell'esenzione; la Corte chiarisce che ciò va inteso come potenziale soggezione all'imposizione ('subject to tax'), non come effettivo pagamento dell'imposta.
Trattato / Convenzione contro le doppie imposizioni Italia - Paesi Bassi
Rilevante nel coordinamento tra benefici convenzionali e meccanismi anti-doppia imposizione; non può essere invocata per giustificare automaticamente una normativa nazionale che impedisca il beneficio della Direttiva quando è verificata la potenziale soggezione a tassazione e il beneficiario effettivo.
Articoli 49 e 63 TFUE
Principi del diritto UE in tema di libertà di stabilimento e libera circolazione dei capitali, richiamati a supporto del principio di neutralità fiscale e contro restrizioni ingiustificate ai benefici fiscali comunitari.
Giurisprudenza della Corte di Giustizia UE (es. causa C-389/18 Brussels Securities; sentenze T-Denmark, C-116/16 e C-117/16)
Fornisce criteri per il controllo dell'abuso e per la nozione di beneficiario effettivo: occorre valutare la reale disponibilità dei proventi e l'assenza di obblighi di trasferimento a terzi (conduit); la verifica è fattuale e impone un corretto riparto dell'onere della prova.
Art. 360 c.p.c. (vizi di motivazione e diritto applicabile in cassazione)
Richiamato rispetto ai motivi di cassazione per violazione di norme di diritto dell'Unione e di errata motivazione della sentenza impugnata.
Massime di principio
- Il requisito "subject to tax" va interpretato come potenziale assoggettamento illimitato all'imposta nello Stato di residenza (full liability), non come effettivo pagamento dell'imposta: un regime nazionale di esenzione (pex) non esclude automaticamente il beneficio della Direttiva madre-figlia.
- La qualifica di "beneficiario effettivo" richiede valutazione fattuale: la società deve avere la disponibilità giuridica ed economica dei dividendi, non essere obbligata a riversarli a terzi (conduit) e mostrare autonomia decisionale sull'impiego dei proventi; l'accertamento è basato su parametri-spia e prova concreta.
- L'onere della prova circa l'abuso (costituzione artificiosa o treaty shopping) grava sull'Amministrazione finanziaria: deve dimostrare l'esistenza di elementi oggettivi che mostrino l'assenza di autonomia o la presenza di obblighi di trasferimento dei proventi.
- La semplice circostanza che una holding detenga solo partecipazioni di controllo o usufruisca di un regime di PEX non è di per sé sufficiente a escludere il beneficio fiscale; occorre un'analisi complessiva dei fatti e delle operazioni rilevanti.
- Nei casi di dubbio o di istruttoria incompleta, il giudice è tenuto a un esame approfondito degli elementi probatori e ad adeguata motivazione prima di negare il rimborso o l'applicazione dei vantaggi fiscali comunitari.
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