Cassazione Penale, Ordinanza n. 20754/2026 del 05/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha quindi confermato la sentenza di appello che aveva ritenuto gli imputati responsabili del furto aggravato in concorso. Ai ricorrenti sono state altresì poste a carico le spese processuali e la somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Due imputati, già condannati in primo grado e con decisione confermata in appello per furto aggravato in concorso, hanno proposto ricorso per cassazione deducendo l'improcedibilità dell'azione penale per difetto di valida querela. Sostenevano che l'istanza di punizione presentata dal referente della ditta titolare dei beni non fosse idonea, perché proveniente da un soggetto privo di poteri rappresentativi del proprietario. La Corte di cassazione ha invece rilevato che, ai fini della procedibilità del delitto di furto, è legittimato a proporre querela anche il dipendente che sia titolare della detenzione qualificata del bene a scopo di custodia o per l'esercizio dell'attività, pur in assenza di poteri di rappresentanza del proprietario; nel caso concreto, il denunciante era dipendente della ditta titolare dei beni ed era stato immediatamente informato del furto quale referente dell'impresa per il condominio committente.
Norme richiamate
richiamato implicitamente quale base del delitto di furto oggetto di condanna; la Corte affronta il tema della procedibilità del reato in relazione alla querela
non citato espressamente nel testo; non incluso
non citato espressamente nel testo; non incluso
Massime di principio
- Ai fini della procedibilità del furto, la querela può essere validamente proposta non solo dal proprietario del bene, ma anche dal dipendente o referente che, in concreto, sia titolare della detenzione qualificata del bene per finalità di custodia o per l'esercizio dell'attività.
- La mancanza di poteri di rappresentanza formale del proprietario non esclude la legittimazione a proporre querela quando il soggetto che la presenta abbia un collegamento qualificato con il bene sottratto e sia immediatamente investito della notizia del fatto.
- Quando la doglianza attiene esclusivamente alla validità della querela e la Corte ritenga corretta la legittimazione del querelante, il ricorso è inammissibile e resta ferma la condanna dell'imputato già pronunciata nei gradi di merito.
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