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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35948/2022 del 23/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Napoli del 19/10/2021 che aveva rigettato l'appello cautelare avverso l'ordinanza del Tribunale di Benevento dell'11/08/2021. Il ricorrente chiedeva la sostituzione della misura cautelare dell'obbligo di dimora con una misura meno afflittiva in relazione a gravi reati (associazione a delinquere finalizzata a numerosi delitti tributari, truffe aggravate e plurimi reati fine). Denuncia violazione di legge (art. 299 c.p.p.), erronea applicazione della legge penale, mancata valutazione dei "nova" e motivazione per relationem inesistente: in sostanza si lamenta l'omessa e incompleta valutazione delle argomentazioni difensive e l'assenza di considerazione di nuovi elementi rilevanti.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e per aspecificità. Ha ritenuto che il Tribunale avesse fornito una motivazione ampia, logica e coerente sulle esigenze cautelari, valorizzando la gravità dei fatti e la personalità dell'indagato; ha inoltre escluso che lo stato di indigenza o di salute attenuassero le esigenze cautelari e ha osservato l'assenza di elementi di novità idonei a mutare la decisione. La censura del ricorrente è stata qualificata come valutazione di merito alternativa e come mancata specificità nell'affrontare le ragioni esposte dal giudice. Conseguentemente il ricorso è dichiarato inammissibile ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della cassa delle ammende per profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 299 c.p.p.

    Richiamato dal ricorrente per denunciare violazione di legge e erronea applicazione; la Corte non ha ritenuto fondata la censura relativa a omessa motivazione o errata applicazione, ritenendo la motivazione del giudice adeguata.

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020

    Richiamato come riferimento procedurale nella trattazione; la trattazione è avvenuta ai sensi di tale disposizione, come riportato nell'istruttoria.

  • art. 591, comma 1, lett. c) c.p.p.

    La Corte richiama il principio secondo cui l'impugnazione deve essere specifica e confrontarsi con le ragioni della decisione impugnata; l'omessa correlazione o la generica indistinta critica integra motivo di inammissibilità.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma applicata per dichiarare l'inammissibilità del ricorso; determina anche le conseguenze economiche (spese e sanzione) in caso di inammissibilità per manifesta infondatezza o aspecificità.

Massime di principio

  • Un ricorso va dichiarato specifico e deve confrontarsi esplicitamente con le motivazioni della decisione impugnata; la mera reiterazione delle proprie ragioni senza rispondere alle argomentazioni del giudice è aspecifica e rischia l'inammissibilità.
  • La sussistenza di adeguata e logica motivazione da parte del giudice di merito preclude il successo di censure che si limitino a proporre una diversa valutazione di merito; l'appello non serve per ottenere una rivalutazione ex novo degli elementi già considerati.
  • La mancata indicazione di elementi realmente "novi" rispetto al precedente decisum (nova) indica l'assenza di ragioni per rivedere la misura cautelare; fatti come il decorso del tempo, lo stato di indigenza o problemi di salute non sono automaticamente idonei a modificare le esigenze cautelari se il giudice li ritiene irrilevanti.
  • La presentazione di ricorsi manifestamente infondati o aspecifici può comportare condanne alle spese e sanzioni (es. somma alla cassa delle ammende) quando ricorrano profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
  • Il giudice di merito non è tenuto a riferire su ogni singolo elemento degli atti, ma su quelli ritenuti essenziali per la decisione, purché la valutazione sia logicamente coerente e adeguatamente motivata.

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