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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4642/2022 del 10/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di L'Aquila (08/09/2020) che aveva respinto il ricorso del Ministero avverso la decisione del Magistrato di Sorveglianza (04/03/2020). La controversia riguarda l'allocazione del detenuto Fontana in una specifica "area riservata" destinata a soggetti sottoposti al regime differenziato ex art. 41-bis ord. pen.; Fontana lamentava che la nuova allocazione avesse peggiorato il trattamento (ridotta socialità, perdita di precedenti attività lavorative). Il Ministero sosteneva invece la discrezionalità amministrativa nella composizione delle micro-sezioni e la mancanza di lesione di un diritto soggettivo tutelabile giurisdizionalmente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato per violazione di legge (erronea applicazione dell'art. 69, comma 6, lett. b), ord. pen.). Ha affermato che la domanda di Fontana non poteva essere qualificata come lesione di un diritto soggettivo tutelabile con il reclamo giurisdizionale ex art. 35-bis, poiché lo spostamento è avvenuto rimanendo nello stesso regime differenziato (nessuna variazione di "circuito" trattamentale) e pertanto si trattava di esercizio della discrezionalità amministrativa e di un reclamo generico ex art. 35. Di conseguenza la decisione del Tribunale di Sorveglianza è stata annullata senza rinvio. In sostanza il ricorso del Ministero è accolto e l'ordinanza impugnata è cassata.

Norme richiamate

  • art. 35-bis ord. pen. (procedura di reclamo giurisdizionale)

    Regola il reclamo giurisdizionale per lesione di diritti soggettivi del detenuto; la Corte rileva che tale procedimento è applicabile solo se è accertabile un "diritto soggettivo" e un pregiudizio attuale e grave alla sua fruizione

  • art. 69, comma 6, lett. b) ord. pen.

    "inosservanza delle disposizioni di legge o di regolamento da cui derivi un 'attuale e grave pregiudizio all'esercizio di diritti'"

    La norma consente il sindacato giurisdizionale quando dall'inosservanza della legge/regolamento derivi un pregiudizio attuale e grave; la Corte sottolinea che in sede di ricorso per cassazione è sindacabile l'erronea applicazione di questa norma

  • art. 41-bis ord. pen.

    Disciplina il regime differenziato; la Corte osserva che il mantenimento nello stesso regime 41-bis esclude, di regola, la sussistenza di una variazione di 'circuito trattamentale' idonea a configurare un diritto soggettivo violato

  • art. 35, comma 1, n. 5 ord. pen.

    Regola il reclamo generico al Magistrato di Sorveglianza per doglianze non riconducibili a diritti soggettivi; la Corte chiarisce che molte lamentele riconducibili a discrezionalità amministrativa sono da qualificare come reclami generici

  • art. 69, comma 1 ord. pen.

    Attribuisce al Magistrato di Sorveglianza poteri di vigilanza de-formalizzati; la Corte ricorda che in ambito di reclamo generico il magistrato può agire con poteri di controllo e richiesta chiarimenti senza avviare il procedimento tipico di cui all'art. 35-bis

Massime di principio

  • Se lo spostamento del detenuto avviene restando nello stesso regime differenziato (es. sempre 41-bis), di regola non si configura una variazione di "circuito trattamentale" tale da costituire un diritto soggettivo tutelabile con il reclamo giurisdizionale ex art. 35-bis.
  • Per attivare il reclamo giurisdizionale è necessario dimostrare un "attuale e grave pregiudizio all'esercizio di diritti" o una lesione di diritti essenziali riconducibili alla Costituzione o a trattati sovranazionali; mere peggiorìe pratiche o limitazioni di opportunità sociali interne non sono sufficienti di per sé.
  • Quando la questione è manifestamente riconducibile alla discrezionalità organizzativa dell'amministrazione (es. composizione di micro-sezioni, bilanciamento numerico), il rimedio corretto è il reclamo generico ex art. 35 e gli eventuali accertamenti del magistrato saranno di tipo non giurisdizionale.
  • In caso di dubbio sulla natura della doglianza, il magistrato di sorveglianza deve preliminarmente qualificare la domanda: solo se appare possibile che la condotta amministrativa incida su un diritto soggettivo va avviato il procedimento ex art. 35-bis; altrimenti si procede con le forme di vigilanza ordinarie.
  • Per chi contesta un'allocazione: documentare concretamente e attualmente la lesione (es. perdita di cure, lavoro, gravissima riduzione delle condizioni di vita riconducibile a diritti fondamentali) e chiedere motivazioni puntuali all'amministrazione aumenta la probabilità di far qualificare la vicenda come tutelabile giurisdizionalmente.

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