Cassazione Penale, Sentenza n. 9155/2025 del 05/03/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso della parte civile Naronte contestava la sentenza della Corte d'appello di Genova del 16/05/2024 che aveva prosciolto Dondero per il reato di calunnia in quanto il reato era estinto per prescrizione e, nondimeno, aveva revocato le statuizioni civili in favore di Naronte ritenendo sussistere un "insuperabile dubbio" sulla falsità dell'accusa. La censura principale riguardava la carenza motivazionale e l'uso di mere congetture della Corte d'appello: in particolare si criticava la ritenuta possibile parzialità del testimone (il vigile Vernengo) sulla base di un presunto rapporto di amicizia con la parte offesa e di un precedente screzio con l'imputato, senza che la Corte avesse valutato concretamente l'attendibilità delle dichiarazioni né esposto gli elementi fattuali che giustificassero tali conclusioni. Veniva inoltre denunciata una contraddizione fra la declaratoria di prescrizione e la revoca delle statuizioni civili (ovvero o non sussisteva prova della falsa incolpazione, con conseguente assoluzione piena, o la prova sussisteva e le statuizioni civili non potevano essere revocate).
La decisione
La Corte di legittimità ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente agli effetti civili, disponendo il rinvio per nuovo giudizio al giudice civile competente in grado d'appello. La Corte ha precisato che il proscioglimento penale per prescrizione resta irrevocabile sul piano penale, ma che la valutazione civile (sulla responsabilità civile e sulle statuizioni) richiede una motivazione adeguata e non congetturale: la motivazione della Corte d'appello è stata ritenuta lacunosa perché priva di una valutazione concreta e fattuale dell'attendibilità dei testi (in particolare del vigile Vernengo). Conseguentemente la decisione è annullata solo per gli effetti civili e la causa è rimessa al giudice civile per ulteriore istruttoria e decisione; la Corte ha altresì disposto che il giudice di rinvio regoli le spese del grado di giudizio in Cassazione.
Norme richiamate
Richiamata in relazione all'obbligo motivazionale e alle regole di formazione del convincimento del giudice sulla base delle prove; la Cassazione rileva che la Corte d'appello non ha motivato adeguatamente la valutazione dell'attendibilità delle dichiarazioni.
Richiamata nel contesto della valutazione delle dichiarazioni testimoniali; la Corte ha ritenuto che la valutazione della testimonianza debba fondarsi su elementi fattuali e regole di esperienza, non su congetture.
Richiamato dal ricorrente in relazione alle formule di proscioglimento/assoluzione; la questione sollevata riguarda la coerenza tra la formula utilizzata e le statuizioni civili collegate.
Richiamato nella prospettiva degli effetti della sentenza penale sulle pretese civili; la Corte ha chiarito che il proscioglimento per prescrizione ha effetti penali irrevocabili, ma non esime il giudice da una corretta valutazione degli aspetti civili.
Richiamato nell'ambito delle impugnazioni e degli effetti delle decisioni; utilizzato nelle deduzioni di criticità del ricorrente circa la decisione impugnata.
Corte costituzionale, sent. n. 182/2021
Citada per il principio secondo cui il proscioglimento per prescrizione è definitivo sul piano penale, ma non impedisce valutazioni successive in ordine alla responsabilità civile.
Sezioni Unite, sent. Calpitano (28/03/2024)
Riferimento giurisprudenziale usato per confermare che quando il giudice penale declina gli effetti civili occorre comunque una motivazione completa e non contraddittoria; la pronuncia della Cassazione applica tali principi.
Sez. U, n. 35490 del 28/05/2009, Tettamanti
Richiamata per il principio che il giudice deve valutare compiutamente la sussistenza dei presupposti per un proscioglimento con formula più ampia se la prova è insufficiente, evitando decisioni contraddittorie sulle statuizioni civili.
Sez. 4, n. 10153 dell'11/02/2020
Citata in tema di corretta valutazione dell'attendibilità dei dichiaranti e della inidoneità di valutazioni fondate su mere congetture.
Sez. 1, n. 16523 del 04/12/2020 (Romano)
Richiamata per ribadire che il giudizio di valutazione della prova non può fondarsi su mere ipotesi o congetture.
Massime di principio
- Il proscioglimento penale per prescrizione è irrevocabile sul piano penale, ma non impedisce che la responsabilità civile sia riesaminata; tuttavia il giudice che decide sugli effetti civili deve fornire motivazione adeguata e coerente.
- Se il giudice dubita dell'attendibilità di un testimone per potenziali conflitti o rapporti personali, deve indicare elementi fattuali concreti che giustifichino tale valutazione; non sono ammissibili decisioni basate su semplici congetture.
- Non è coerente, dal punto di vista logico-giuridico, dichiarare che il reato è estinto per prescrizione e al contempo revocare le statuizioni civili basandosi su un "insuperabile dubbio" senza aver valutato se sussista prova di falsità dell'accusa; occorre chiarezza: o manca la prova e si dovrebbe adottare una formula più ampia di proscioglimento, oppure la prova della falsità sussiste e le statuizioni civili non possono essere revocate senza adeguata motivazione.
- In caso di impugnazione da parte della parte civile contro decisioni che toccano sia profili penali sia civili, la Cassazione può annullare limitatamente agli effetti civili e rinviare per un nuovo giudizio civile quando riscontrata carenza motivazionale o contraddittorietà nella valutazione delle prove.
- Per difendersi efficacemente in situazioni analoghe è utile raccogliere e documentare elementi fattuali che attestino l'attendibilità dei testi (tempi, concordanze, riscontri oggettivi) e segnalare con precisione eventuali contraddizioni motivazionali nel decisum impugnato.
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