Cassazione Penale, Sentenza n. 29557/2023 del 07/07/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso l'ordinanza di riesame che aveva confermato la custodia cautelare in carcere disposta dal GIP per i delitti di rapina impropria pluriaggravata e resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorrente deduceva violazione degli artt. 272 e 274 c.p.p. e censurava la motivazione circa le esigenze cautelari: contestava che il pericolo di fuga fosse fondato soltanto sulla condizione di straniero senza fissa dimora, che non fosse stata adeguatamente valutata la giovane età, l'assenza di precedenti e la collaborazione del ricorrente (proposte risarcitorie), e che non fosse stata considerata l'adeguatezza di misure non custodiali meno invasive in rapporto al principio di proporzionalità.
La decisione
Il ricorso in Cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto le censure manifestamente infondate e ha confermato la congruità della motivazione del Tribunale di riesame che aveva valorizzato la gravità indiziaria e le modalità del fatto: utilizzo di un'auto predisposta per la fuga (targa diversa), disponibilità di attrezzi da scasso, ruolo del ricorrente quale conducente, comportamenti pericolosi per la pubblica incolumità durante la fuga (speronamento della volante e collisioni), rinvenimento di parte della refurtiva e di strumenti atti allo scasso sulla persona e nel veicolo. Il Tribunale aveva inoltre valutato l'attualità del pericolo di fuga (straniero senza dimora stabile) e il rischio di reiterazione, e aveva ritenuto inconsistenti le offerte risarcitorie. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
Richiamato dal ricorrente in relazione ai criteri di motivazione del provvedimento; la Corte non ha riscontrato violazioni formali della motivazione ai sensi di tale norma
art. 274, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.
Interpretata come requisito dell'attualità del pericolo non coincidente con l'imminenza di specifiche occasioni di recidiva, ma come esigenza di valutazione prognostica sulla possibilità di condotte reiterative tenendo conto delle modalità del fatto, della personalità e del contesto
Norma richiamata per l'irrogazione della sanzione pecuniaria dovuta per l'inammissibilità del ricorso; la Corte ha quantificato in euro 3.000 la somma per la Cassa delle Ammende
Norma richiamata in relazione alla trasmissione della requisitoria scritta della Procura Generale; utilizzata per prospettare le conclusioni per l'inammissibilità del ricorso
Massime di principio
- La sussistenza delle esigenze cautelari (pericolo di fuga e di reiterazione) viene valutata in concreto con riferimento alle modalità del fatto, al ruolo dell'indagato, alla pervicacia del comportamento e al pericolo per la pubblica incolumità; elementi di fattispecie gravi possono prevalere sulla mera assenza di precedenti.
- La condizione di straniero senza dimora stabile è un elemento rilevante ai fini del pericolo di fuga; da sola può non essere decisiva, ma integra la valutazione prognostica quando si accompagna a fatti indicativi di intenzione e capacità di sottrarsi all'azione penale.
- La giovane età e l'assenza di precedenti attenuano la valutazione solo se bilanciate dai fatti concreti; la prima esperienza restrittiva non esclude automaticamente la custodia cautelare se le modalità del reato denotano pericolosità e pervicacia.
- Offerte di collaborazione o proposte risarcitorie possono essere considerate elementi favorevoli ma risultano insufficienti a escludere la custodia cautelare se la prova e le circostanze fattuali dimostrano un concreto rischio di fuga o di reiterazione.
- Il sindacato di legittimità sulla misura cautelare è limitato: la Corte di Cassazione verifica la legittimità e la logicità della motivazione; le scelte di merito sul bilanciamento delle esigenze cautelari e dell'adeguatezza della misura sono in larga parte riservate al giudice del merito se motivate in modo coerente.
- Per impugnare efficacemente una misura cautelare contestata è utile proporre misure alternative concrete e provate (es. domicilio stabile, garanzie, braccialetto elettronico, referenti certi) e documentare fattivamente i legami e le condizioni che riducono il rischio di fuga e di reiterazione.
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