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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42119/2023 del 16/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione di complessivi Euro 391.430,67; il ricorrente deduceva violazione di legge e travisamento della prova sostenendo che le somme restituite ai soci (Euro 300.000 su Euro 900.000 in totale versati dai soci a titolo di 'finanziamento soci', e un residuo di Euro 91.430,67) erano mere restituzioni di anticipi o prestiti-ponte legittimi e non rimborsi vietati dalla norma sulla postergazione (art. 2467 c.c.), o comunque configuravano al massimo bancarotta preferenziale, non distrattiva; chiedeva la derubricazione o l'assoluzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha confermato la qualificazione dei rimborsi come vietati dall'art. 2467 c.c., ritenendoli atti di distrazione e quindi integrativi del reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale. La Corte ha ritenuto irrilevante la dicitura dei bonifici ('rimborso anticipo soci' o similari) e il fatto che si tratti di un 'prestito-ponte', posto che i versamenti erano stati effettuati in una situazione di crisi finanziaria tale da rientrare nel regime dell'art. 2467 c.c.; ha altresì respinto le censure sul residuo di Euro 91.430,67. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e, per responsabilità colposa, al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende. Nota: il Procuratore Generale aveva chiesto, per parte pubblica, la riqualificazione in bancarotta preferenziale e l'annullamento per prescrizione, ma la Cassazione ha invece ritenuto il ricorso del condannato inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 2467 cod. civ.

    'Il rimborso dei finanziamenti dei soci a favore della società è postergato rispetto alla soddisfazione degli altri creditori'. Si indica inoltre che per 'finanziamenti dei soci' si intendono quelli effettuati in qualsiasi forma, anche come 'anticipo' o 'prestito-ponte'.

    La Corte ha interpretato la norma nel senso che i finanziamenti soci erogati in situazione di squilibrio patrimoniale sono assimilati al capitale di rischio: il loro rimborso è subordinato al pagamento di tutti gli altri creditori; il rimborso anticipato in tali condizioni integra distrazione e può configurare bancarotta fraudolenta patrimoniale.

  • art. 2482-bis, art. 2482-ter, art. 2482-quater cod. civ.

    Richiamati come norme che disciplinano interventi sul capitale e l'alternativa al conferimento; usati in motivazione per spiegare la ratio dell'art. 2467 c.c. (che tutela i creditori e rende i finanziamenti dei soci assimilabili al capitale quando erogati in crisi).

  • normativa penale sul reato di bancarotta (bancarotta fraudolenta patrimoniale e bancarotta preferenziale)

    La Corte distingue le ipotesi: il rimborso di finanziamenti soci in violazione della postergazione non è bancarotta preferenziale (che riguarda soddisfacimento di crediti chirografari o privilegiati senza distrazione), ma può integrare la fattispecie più grave di bancarotta per distrazione; la qualificazione penale dipende dalla natura del credito e dalla situazione finanziaria della società al momento del rimborso.

Massime di principio

  • Se i soci versano fondi alla società in una fase di evidente squilibrio patrimoniale, tali versamenti rientrano nella disciplina dell'art. 2467 c.c. e il loro rimborso è, di regola, postergato rispetto ai creditori; un rimborso anticipato può integrare una distrazione rilevante penalmente.
  • La qualificazione come 'anticipo', 'prestito-ponte' o la causale indicata nei bonifici non esclude l'applicazione dell'art. 2467 c.c.: conta la situazione finanziaria della società e la natura effettiva del versamento.
  • Per evitare rischi penali, gli amministratori devono astenersi dal rimborsare i soci di finanziamenti effettuati in situazioni di crisi finanziaria finché non siano soddisfatti tutti gli altri creditori o fino a che non sia cessata la situazione che giustifica la postergazione.
  • La difesa può tentare di dimostrare che, al momento del rimborso, era intervenuto un miglioramento tale da rendere il credito dei soci pienamente esigibile (superamento della causa di postergazione); in tal caso la restituzione potrebbe non integrare distrazione.
  • In ipotesi di contestazione, valutare anche profili di prescrizione o possibili riqualificazioni della condotta (es. preferenziale) posti che la qualificazione giuridica può incidere sulla prescrizione o sul titolo della responsabilità.

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