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Sentenza

Sentenza n. 2002/2026 - Venezia, Sezione 3

per l’annullamento del provvedimento del Comune di Cadoneghe prot. n. 24191 dell’8 ottobre 2025 di determinazione di conclusione positiva della conferenza di servizi in forma semplificata e asincrona con previsione di prescrizioni e di tutti gli altri atti presupposti, coordinati, connessi e/o consequenziali, in particolare il parere del Comune di Cadoneghe - Servizio tecnico prot. n. 25314 del 25 settembre 2023, il Regolamento comunale per gli interventi di manomissione di suolo pubblico e la nota prot. n. 19521 del 19 agosto 2025; nonché per l’accertamento del silenzio assenso formatosi, ai sensi dell’art. 49 d.lgs. n. 259/2003, sull’istanza di autorizzazione presentata il 16 giugno 2025 da Open Fiber s.p.a. al Comune di Cadoneghe e della conseguente inefficacia, ai sensi degli artt. 49-ter d.lgs. n. 259/2003 e 2, comma 8-bis, legge n. 241/90, del provvedimento prot. n. 24191 dell’8 ottobre 2025, del parere prot. n. 25314 del 25 settembre 2023 e di tutti gli altri atti ad essi presupposti, coordinati, connessi e/o consequenziali.

Giustizia amministrativa202502406

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Determinazione conclusiva positiva della conferenza di servizi, recante prescrizioni per l’intervento richiesto, e atti presupposti; la ricorrente aveva inoltre chiesto l’accertamento del silenzio-assenso sull’istanza autorizzatoria

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (operatore di telecomunicazioni)

Prevale il privato

La controversia

Open Fiber s.p.a. ha impugnato la determinazione del Comune di Cadoneghe dell’8 ottobre 2025, conclusiva in senso positivo della conferenza di servizi semplificata e asincrona, contestando le prescrizioni e condizioni imposte, insieme agli atti presupposti e connessi. Ha chiesto anche di accertare la formazione del silenzio-assenso sull’istanza di autorizzazione presentata il 16 giugno 2025 ai sensi dell’art. 49 d.lgs. 259/2003 e la conseguente inefficacia degli atti contestati. Dopo la presentazione del ricorso, la società ha chiesto al Comune l’annullamento o la rettifica in autotutela; con provvedimento del 27 gennaio 2026 il Comune ha rettificato le prescrizioni contestate. La ricorrente ha quindi dichiarato che il nuovo provvedimento soddisfaceva integralmente il proprio interesse e ha chiesto la cessazione della materia del contendere.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., poiché la rettifica comunale del 27 gennaio 2026 aveva integralmente soddisfatto l’interesse azionato in giudizio. Non ha esaminato nel merito le censure relative alle prescrizioni né la domanda di accertamento del silenzio-assenso e di inefficacia degli atti. Spese compensate, in considerazione del breve intervallo tra l’istanza di autotutela, la proposizione del ricorso e l’adozione del provvedimento satisfattivo.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    L’affermato carattere integralmente satisfattivo del secondo provvedimento adottato dal Comune comporta che debba essere dichiarata la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a..

    La cessazione della materia del contendere è dichiarata quando il provvedimento sopravvenuto dell’amministrazione soddisfa integralmente l’interesse azionato in giudizio.

Massime di principio

  • La sopravvenuta adozione di un provvedimento amministrativo che soddisfi integralmente l’interesse perseguito dal ricorrente giustifica la dichiarazione di cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., senza necessità di decidere nel merito le censure rivolte contro l’atto originario.

Come è indicizzato

MaterieTelecomunicazioni e impianti radioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativoEnergia, infrastrutture e comunicazioni
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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