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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6330/2025 del 17/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione. Non è stata accolta la tesi della prova evidente dell'insussistenza del fatto; la declaratoria di estinzione per prescrizione ha prevalso rispetto all'eventuale esclusione della punibilità per particolare tenuità.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno dedotto la intervenuta prescrizione della contravvenzione loro contestata, commessa il 10 agosto 2016. È stato rilevato che, in assenza di cause di sospensione, il termine quinquennale previsto dall'art. 157 cod. pen. (applicabile ratione temporis) è decorso prima della pronuncia della sentenza di appello. La Corte ha altresì considerato la questione della eventuale esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis cod. pen., rilevando la prevalenza dell'estinzione per prescrizione quale esito più favorevole per l'imputato. Non è risultata prova evidente dell'insussistenza del fatto sotto il profilo oggettivo e soggettivo.

Norme richiamate

  • art. 157 cod. pen.

    termine di cinque anni di prescrizione per la contravvenzione (applicabile ratione temporis)

    Il termine quinquennale decorre dalla commissione del reato (10/08/2016) e, in assenza di cause di sospensione o interruzione, si è estinto prima della pronuncia della sentenza di appello, determinando l'estinzione del reato per prescrizione.

  • art. 131-bis cod. pen.

    esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto

    La Corte ha rilevato che l'esclusione della punibilità ex art. 131-bis non ha effetto estintivo sul reato nella sua dimensione storico-giuridica e, pertanto, quando sia possibile dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione, quest'ultima rappresenta un esito più favorevole per l'imputato e deve prevalere.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Sez. 1, n. 43700 del 28/09/2021 (Glorioso); Sez. 6, n. 11040 del 27/01/2016 (Calabrese); Sez. 3, n. 27055 del 26/05/2015 (Sorbara)

    I precedenti richiamati confermano il principio secondo cui la declaratoria di estinzione del reato per prescrizione è preferibile all'applicazione dell'art. 131-bis, essendo l'estinzione un esito giuridicamente più favorevole per l'imputato.

Massime di principio

  • Per le contravvenzioni occorre calcolare con precisione il termine di prescrizione a partire dalla data di commissione: se il termine è decorso e non sussistono cause di sospensione/interruzione, il reato si estingue per prescrizione e la sentenza va annullata senza rinvio.
  • Quando coesistono la prescrizione e l'ipotesi di esclusione della punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis), la declaratoria di estinzione per prescrizione è l'esito più favorevole per l'imputato e deve prevalere.
  • La verifica della prescrizione può e deve essere effettuata dal giudice: le parti che sostengono l'esistenza di cause di sospensione o interruzione devono fornirne la prova o comunque consentire l'accertamento della loro sussistenza.
  • L'eccezione di insussistenza del fatto richiede prova evidente per essere accolta d'ufficio; l'assenza di tale prova comporta il rigetto di quella prospettazione e non impedisce il riconoscimento della prescrizione.
  • Quando la Corte accerta l'estinzione del reato per prescrizione, l'annullamento della sentenza impugnata avviene generalmente senza rinvio, atteso l'esito favorevole e definitivo per l'imputato.

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