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Cassazione Civile, Ordinanza n. 21746/2023 del 20/07/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (contribuente)

La controversia

La controversia riguarda un avviso di pagamento emesso da un consorzio di bonifica per il contributo relativo all'anno 2016, riferito a determinati terreni di proprietà del contribuente. La CTR aveva confermato il rigetto del ricorso introduttivo. In cassazione il contribuente ha dedotto, con i primi due motivi, l'omesso esame di una perizia tecnica giurata che attesterebbe che i terreni sono fuori dal perimetro di contribuenza, nonché di un documento del 14 febbraio 2018 che lo stesso consorzio avrebbe prodotto e in cui sarebbe riconosciuto che una particella è fuori dal comprensorio irriguo. Con il secondo motivo ha inoltre denunciato la mancanza di motivazione della sentenza, che si era limitata ad affermare in modo generico che dai documenti in possesso della commissione i terreni ricadevano nel comprensorio di bonifica, senza indicare quali atti fossero stati considerati. Con i restanti motivi ha sostenuto che la CTR non avrebbe considerato precedenti della Corte costituzionale e delle Sezioni Unite, avrebbe erroneamente ritenuto definitivo il piano di classifica non impugnato e avrebbe violato l'art. 112 c.p.c. per asserita difformità tra domanda e decisione quanto all'estensione dell'avviso di pagamento.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondati i primi due motivi, reputando la motivazione della sentenza impugnata solo apparente e comunque priva di qualsiasi confronto con la perizia di parte e con il documento consortile indicati come decisivi dal ricorrente. Ha quindi accolto tali motivi, dichiarando assorbiti gli altri, ha cassato la sentenza della CTR e ha rinviato la causa alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Molise, in diversa composizione, anche per la regolazione delle spese.

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.

    Il vizio denunciato è stato ritenuto sussistente perché il giudice di merito non aveva esaminato documenti e risultanze potenzialmente decisivi e aveva reso una motivazione solo apparente.

  • art. 112 c.p.c.

    La censura di ultrapetizione o violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato è stata prospettata dal ricorrente, ma non è stata esaminata perché assorbita dall'accoglimento dei primi motivi.

  • sentenza Corte costituzionale n. 188 del 19 ottobre 2018

    È stata richiamata dal ricorrente come precedente non considerato dalla CTR, ma la Corte di cassazione non si è pronunciata nel merito di tale richiamo, avendo accolto i motivi sul vizio motivazionale.

  • sentenza Sezioni Unite n. 13916/2006

    È stata invocata dal ricorrente, ma il relativo rilievo è rimasto assorbito.

Massime di principio

  • In sede di legittimità, la motivazione è solo apparente quando il giudice di merito si limita a formule generiche o assertive senza indicare gli atti o gli elementi di prova specificamente valutati e senza confrontarsi con documenti decisivi dedotti dalla parte.
  • Il vizio di omesso esame di un fatto decisivo sussiste quando la sentenza non considera documenti o circostanze storiche che, se esaminati, avrebbero potuto incidere sull'esito della lite.
  • Quando l'accoglimento di uno o più motivi di ricorso assorbe le ulteriori censure, la Corte non deve pronunciarsi sui motivi residui, che restano non esaminati.
  • Nei giudizi relativi a contributi consortili, il decisivo accertamento in fatto sulla inclusione o meno del bene nel comprensorio/perimetro di contribuenza deve essere sorretto da un esame effettivo delle risultanze probatorie richiamate dalle parti.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioProveRicorso per cassazione
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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