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Ordinanza

Ordinanza n. 6197/2026 - Roma, Sezione 5Q

Per l'annullamento 1. Del provvedimento di diniego di visto per lavoro subordinato Prot. n. 13669-P, Codice Pratica n. 20240009171, emesso dall’Ambasciata d’Italia a Islamabad in data 25.11.2025 e notificato al ricorrente in data 6.1.2026; 2. del provvedimento di revoca telematica del nulla osta al lavoro emesso dallo Sportello Unico per l’Immigrazione di Bologna in data 23.4.2025, quale atto presupposto, non conosciuto nei suoi contenuti e motivazioni; 3. di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale; 4. nonché per l’accertamento del diritto del ricorrente al rilascio del visto d’ingresso per lavoro subordinato.

Giustizia amministrativa202602296

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di visto per lavoro subordinato dell’Ambasciata d’Italia a Islamabad e revoca del nulla osta al lavoro subordinato emessa dallo Sportello Unico per l’Immigrazione di Bologna

Esito

DIFETTO DI GIURISDIZIONE

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego di visto per lavoro subordinato emesso dall’Ambasciata d’Italia a Islamabad, la revoca telematica del nulla osta al lavoro subordinato disposta dallo Sportello Unico per l’Immigrazione di Bologna e gli atti connessi, chiedendo anche l’accertamento del diritto al rilascio del visto. Il TAR Lazio ha rilevato d’ufficio seri dubbi sulla propria competenza territoriale, poiché l’atto presupposto, costituito dalla revoca del nulla osta, è stato adottato dallo Sportello Unico per l’Immigrazione di Bologna. La questione riguarda l’applicazione dell’art. 13, comma 4-bis, c.p.a. e il coordinamento della competenza sugli atti presupposti e connessi nell’ambito della procedura finalizzata al rilascio del visto e del titolo di soggiorno.

La decisione

Il TAR Lazio ha dichiarato la propria incompetenza territoriale e ha indicato quale giudice competente il TAR Emilia-Romagna, sede di Bologna. Il Collegio ha ritenuto che il provvedimento di diniego del visto sia connesso per accessorietà alla revoca del nulla osta al lavoro, adottata dallo Sportello Unico per l’Immigrazione di Bologna. In applicazione dell’art. 13, comma 4-bis, c.p.a., la competenza relativa al provvedimento dal quale deriva l’interesse a ricorrere attrae quella sugli atti presupposti; inoltre, in base al principio del simultaneus processus, la competenza territoriale del TAR Emilia-Romagna attrae anche l’impugnazione del diniego di visto, trattandosi di provvedimenti inseriti in una procedura sostanzialmente unitaria. Le spese della fase sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 13, comma 4-bis c.p.a.

    La competenza territoriale relativa al provvedimento dcui deriva l’interesse a ricorrere attrae a sé anche quella relativa agli atti presupposti dallo stesso provvedimento tranne che si tratti di atti normativi o generali, per la cui impugnazione restano fermi gli ordinari criteri di attribuzione della competenza.

    La competenza territoriale relativa al provvedimento dal quale deriva l’interesse a ricorrere attrae anche quella sugli atti presupposti, salvo gli atti normativi o generali.

  • artt. 13 e 15 c.p.a.

    Richiamati quali disposizioni in materia di competenza territoriale e relativa decisione processuale.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla rilevazione della questione di competenza nel corso del giudizio.

Massime di principio

  • Quando più provvedimenti amministrativi sono inseriti in una procedura sostanzialmente unitaria finalizzata al rilascio di un titolo di soggiorno, la competenza territoriale sul provvedimento presupposto adottato dallo Sportello Unico per l’Immigrazione attrae anche quella sull’impugnazione del provvedimento di diniego del visto adottato dall’autorità consolare.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaGiurisdizione e riparto
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizione

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