Cassazione Penale, Sentenza n. 36113/2024 del 27/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva rigettato l'istanza di dissequestro di un capannone formalmente intestato alla ricorrente. La ricorrente contesta che l'intestazione sia fittizia, nega di essere parente di Fu Xiaofang e chiede la restituzione del bene, sostenendo di esserne la proprietaria legittima
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La corte ha ritenuto infondate le ragioni della ricorrente, confermando che, sulla base degli elementi istruttori (mancata conoscenza di dati essenziali sull'acquisto, sproporzione tra pagamenti e redditi dichiarati, rapporto di lavoro e disponibilita del bene alla societa amministrata da Fu Xiaofang, riscontri bancari e gestione delle societa operanti nel capannone), il capannone era effettivamente nella disponibilità di Fu Xiaofang e la ricorrente era una intestataria fittizia. Il ricorso viene quindi respinto e la ricorrente è condannata al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 2 e 8 d.lgs. n. 74 del 2000
Gli articoli sono richiamati come oggetto del procedimento penale sottostante (reati tributari) che ha motivato il sequestro preventivo dell'immobile
Sez. 3, n. 35771 del 20/01/2017 (Akhmedova)
Giurisprudenza richiamata secondo cui, nel sequestro preventivo per equivalente di beni intestati a terzi, incombe sul pubblico ministero l'onere di dimostrare la riferibilità concreta dei beni all'indagato; la sola incapacità economica del terzo non basta a escluderne la titolarità reale
Norma che disciplina la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso
principio del sequestro preventivo per equivalente
Principio applicato: quando beni formalmente intestati a terzi sono funzionalmente riconducibili all'indagato, è possibile il sequestro per equivalente previo accertamento della effettiva disponibilità e della riferibilità dei beni all'indagato
Massime di principio
- Nel sequestro preventivo per equivalente il pubblico ministero ha l'onere di provare la concreta riconducibilità dei beni all'indagato; la mera intestazione formale a terzi non è decisiva
- La valutazione del giudice deve concentrarsi sulla disponibilità effettiva del bene: elementi utili sono rapporti contrattuali, gestione e utilizzo del bene, ruoli societari, flussi finanziari e pagamenti collegati all'acquisto
- La semplice prova che il terzo non disponeva delle risorse per acquistare il bene non è sufficiente per dimostrare la fittizietà: servono elementi probatori positivi che colleghino il bene all'indagato
- Per difendersi efficacemente, il terzo intestatario deve documentare l'origine dei fondi per l'acquisto (atto di compravendita, bonifici, mutui, intermediari, prove di pagamento) e dimostrare l'assenza di collegamenti economici o di gestione con l'indagato
- In caso di contenzioso, è utile produrre prove sulla situazione lavorativa e reddituale coerenti con la capacità di acquisto e prove documentali che confutino rapporti di parentela o di controllo societario invocati dall'accusa
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