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Cassazione Civile, Ordinanza n. 09929/2023 del 13/04/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce dal provvedimento con cui un comune ha dichiarato la decadenza dall'assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica, in quanto l'assegnataria risultava proprietaria di altro immobile in un diverso comune. La parte privata aveva inizialmente adito il giudice ordinario per contestare il provvedimento; il tribunale ha poi dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice ordinario in favore del giudice amministrativo. Riassunta la causa davanti al TAR, quest'ultimo ha sollevato conflitto negativo di giurisdizione ritenendo invece che la controversia spettasse al giudice ordinario, perché concerneva una fase successiva all'assegnazione e un rapporto ormai paritetico, senza esercizio di poteri autoritativi. Il regolamento è stato quindi definito dalla Cassazione per stabilire il riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo in materia di decadenza dall'assegnazione ERP.

La decisione

La Corte ha affermato la giurisdizione del giudice ordinario. Ha ritenuto che la lite non riguardasse la fase procedimentale di assegnazione dell'alloggio, ma la successiva verifica della permanenza dei requisiti per mantenere il godimento dell'immobile. In tale fase l'amministrazione non esercita poteri autoritativi, ma opera in un rapporto di tipo paritetico, sicché la posizione fatta valere dal privato è di diritto soggettivo. La causa dovrà quindi essere riassunta davanti al giudice ordinario. Nessuna statuizione sulle spese, per mancanza di parti costituite.

Norme richiamate

  • art. 11, comma 3, c.p.a.

    È richiamato come base processuale per il conflitto negativo di giurisdizione sollevato dal giudice amministrativo.

  • art. 133 c.p.a.

    L'entrata in vigore della norma non altera il criterio di riparto fondato sulla natura della posizione giuridica concretamente fatta valere e sulla presenza o meno di poteri pubblici.

  • art. 2, comma 1, lett. c), d.P.R. n. 1035 del 1972

    È la norma che richiede, per l'assegnazione ERP, il requisito della mancanza di altro alloggio adeguato nel Comune o comprensorio.

  • art. 12 d.P.R. n. 1035 del 1972

    È menzionato come disposizione sulla decadenza dall'assegnazione, ma la Corte valorizza che nel caso concreto la questione riguarda il controllo del requisito di legge per il mantenimento dell'assegnazione.

  • art. 16 d.P.R. n. 1035 del 1972

    È menzionato come disposizione sulla revoca dell'assegnazione, ma il caso viene ricondotto non a una sopravvenienza, bensì all'accertamento dell'originaria o persistente mancanza del requisito legale.

Massime di principio

  • In materia di edilizia residenziale pubblica, le controversie appartengono al giudice ordinario quando insorgono dopo l'assegnazione dell'alloggio e riguardano la permanenza dei requisiti per conservarne il godimento.
  • La giurisdizione amministrativa sussiste nella fase anteriore all'assegnazione, o quando si contestino vizi dell'esercizio del potere pubblico nella procedura di assegnazione; una volta avvenuta l'assegnazione, il rapporto tra ente e assegnatario tende a essere paritetico.
  • Se l'amministrazione si limita ad accertare la presenza di cause ostative o requisiti legali predeterminati senza esercitare discrezionalità, la posizione del privato resta di diritto soggettivo e la giurisdizione spetta al giudice ordinario.
  • La qualificazione dell'atto impugnato dipende dalla sostanza della situazione dedotta e non solo dal nomen iuris usato dall'amministrazione; occorre verificare se si discuta di esercizio di potere o di mero accertamento di presupposti legali.

Come è indicizzato

MaterieGiurisdizioneConformità urbanistica e catastale
RamiProcesso civileImmobiliare
IstitutiGiudicato

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