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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17262/2025 del 07/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza che ha rigettato l'opposizione avverso il provvedimento monocratico che aveva respinto l'istanza di affidamento al servizio sociale e aveva concesso in via provvisoria la detenzione domiciliare. Due motivi: (1) violazione di legge per la ritenuta inammissibilità della produzione, depositata l'11/11/2024, del contratto di lavoro per mancato rispetto del termine di 5 giorni previsto dall'art.127, comma 2 c.p.p.; contestazione anche della motivazione del Tribunale di sorveglianza per non avere valutato gli elementi favorevoli (assenza di nuove denunce, lavoro, relazioni dei servizi sociali) idonei all'affidamento; (2) illegittimità dell'ordinanza nella parte in cui non ha accolto l'eccezione che il Tribunale monocratico, investito solo dell'istanza di affidamento, non poteva disporre d'ufficio la detenzione domiciliare.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto la motivazione del Tribunale di sorveglianza non manifestamente illogica: il Tribunale aveva valutato la commissione del reato nel 2022, le ricadute attestate dai carichi pendenti, l'assenza di redditi e di altre opportunità di reinserimento e ha considerato tardiva la produzione del contratto (depositato l'11/11/2024), comunque esaminandola e ritenendola non incisiva sul giudizio prognostico negativo. Sul secondo motivo la Corte ha dichiarato l'inammissibilità: il provvedimento monocratico ha natura provvisoria/interinale e non è impugnabile autonomamente in Cassazione; la valutazione definitiva spetta al Tribunale di sorveglianza con procedimento di opposizione e solo tale decisione è sindacabile in Cassazione. Il ricorrente è altresì condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 127 cod. proc. pen.

    Il termine di cinque giorni è richiamato dalla decisione come criterio processuale; la Corte però dà rilievo alla tempestività e all'incidenza della documentazione sul giudizio prognostico, confermando la valutazione di tardività e la non ammissibilità del deposito introdotto in prossimità dell'udienza

  • art. 678 cod. proc. pen.

    Disciplina l'ordinanza del magistrato monocratico e la successiva opposizione al Tribunale di sorveglianza; la Corte evidenzia che l'ordinanza monocratica è provvisoria e la decisione definitiva spetta al Tribunale di sorveglianza

  • art. 611 cod. proc. pen.

    Richiamato rispetto alla natura del procedimento e alla impossibilità di trattazione in camera di consiglio partecipata ai sensi dell'art.127 nel caso concreto

  • art. 666, comma 6 cod. proc. pen.

    Combinato disposto con l'art. 678 per spiegare i rimedi impugnatori: la Cassazione è esperibile avverso la decisione del giudice collegiale (Tribunale di sorveglianza) e non contro il provvedimento meramente provvisorio del magistrato monocratico

Massime di principio

  • La produzione documentale tardiva introdotta in prossimità dell'udienza può essere dichiarata tardiva e considerata non significativa: per incidere sul giudizio prognostico occorre che sia tempestiva e che dimostri concretamente un diverso percorso di reinserimento (es. lavoro stabile con evidenza retributiva e continuità).
  • La valutazione sull'idoneità delle misure alternative si fonda su un giudizio prognostico complessivo: rilevano recidiva/ricadute, carichi pendenti, stabilità lavorativa, opportunità di reinserimento e rapporti dei servizi sociali; il giudice può ritenere che, nonostante elementi favorevoli, non sussista una prognosi positiva se gli elementi negativi prevalgono.
  • Il provvedimento del magistrato monocratico che dispone una misura alternativa in via provvisoria ha natura interinale e non è immediatamente impugnabile in Cassazione; il rimedio per il soggetto è l'opposizione al Tribunale di sorveglianza e, successivamente, l'impugnazione della decisione collegiale eventualmente sfavorevole.
  • In procedura cautelativa/alternativa, la strategia difensiva utile è depositare anzitempo tutta la documentazione probatoria (contratti, buste paga, relazioni dei servizi sociali) e motivare l'impossibilità di deposito anticipato se sussiste, per evitare il disinteresse del giudice per atti ritenuti tardivi.
  • Le censure di mera motivazione sono difficilmente vincenti in Cassazione quando la valutazione del giudice di merito risulti logicamente articolata: per impugnare con successo è necessario mostrare vizi di illogicità manifesta, travisamento degli atti o violazione di legge precisa.

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