Cassazione Civile, Ordinanza n. 16321/2026 del 26/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (procedura concorsuale)
La controversia
La controversia nasce da un ricorso per cassazione proposto avverso un decreto del Tribunale di Catania. Nel corso del giudizio di legittimità, la liquidazione giudiziale della società ricorrente ha dichiarato di rinunciare al ricorso, rappresentando di non avere più interesse alla sua coltivazione. La Corte ha rilevato che tale sopravvenuto difetto di interesse determina l'inammissibilità del ricorso. Il Pubblico Ministero aveva concluso per il rigetto, ma la Corte ha preso atto della rinuncia e della sopravvenuta carenza di interesse.
La decisione
La Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse alla sua coltivazione, dovuto alla rinuncia dichiarata dalla liquidazione giudiziale della società ricorrente. Ha inoltre precisato che, in mancanza di costituzione del fallimento, non vi è pronuncia sulle spese. La sopravvenuta inammissibilità esclude anche i presupposti per il raddoppio del contributo unificato ex art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002.
Norme richiamate
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002
doppio contributo unificato
La sopravvenuta inammissibilità del ricorso esclude la condanna al pagamento del raddoppio del contributo unificato.
Massime di principio
- La rinuncia al ricorso per cassazione, quando espressiva di sopravvenuto difetto di interesse alla sua coltivazione, determina l'inammissibilità del ricorso.
- L'inammissibilità sopravvenuta del ricorso esclude la pronuncia sulle spese se la controparte non si è costituita.
- Il raddoppio del contributo unificato non è dovuto quando il ricorso diviene inammissibile per causa sopravvenuta, quale la rinuncia del ricorrente per difetto di interesse.
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