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Cassazione Civile, Ordinanza n. 07175/2024 del 18/03/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (concessionario)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di accertamento con cui la Provincia aveva richiesto a una società titolare di concessione di grande derivazione idroelettrica il pagamento di sovracanoni rivieraschi relativi all’anno 2014, oltre interessi e sanzioni. La società aveva impugnato l’atto dinanzi al giudice delle acque chiedendone l’annullamento o la disapplicazione e la restituzione di quanto pagato per evitare l’esecuzione forzata, sostenendo che mancasse un previo provvedimento impositivo dell’amministrazione e che, quindi, il sovracanone non fosse dovuto. In cassazione la società ha proposto due motivi: con il primo ha denunciato violazione dell’art. 53 r.d. 1775/1933 e dell’art. 2 d.lgs. 925/1980, assumendo che il TSAP avesse erroneamente qualificato il sovracanone come obbligazione ex lege dovuta anche senza atto amministrativo; con il secondo ha denunciato violazione degli artt. 91 e 92 c.p.c. per avere il TSAP liquidato alla Provincia, rimasta contumace in primo grado, anche le spese di quel grado.

La decisione

La Corte ha respinto il primo motivo, ritenendo che il sovracanone rivierasco, nella disciplina vigente ratione temporis, discende direttamente dalla legge ed è dovuto in misura fissa ai concessionari di derivazioni idroelettriche superiori a 220 kW, sulla base di un calcolo aritmetico fondato sulla potenza concessa e sulla misura aggiornata biennalmente dall’Agenzia del Demanio; pertanto non è necessario un ulteriore provvedimento discrezionale di imposizione nei confronti del singolo concessionario. Ha invece accolto il secondo motivo, perché il TSAP aveva liquidato in favore della Provincia le spese del primo grado nonostante la Provincia fosse rimasta contumace e quindi non avesse sostenuto alcun esborso difensivo. La sentenza impugnata è stata cassata limitatamente a tale statuizione, con decisione nel merito sul punto e eliminazione della condanna della società al rimborso delle spese del primo grado in favore della Provincia; le spese del giudizio di legittimità sono state compensate integralmente.

Norme richiamate

  • art. 53 r.d. 11 dicembre 1933 n. 1775

    È la norma originaria sui sovracanoni per i Comuni rivieraschi; la Corte la legge in coordinamento con le successive modifiche, evidenziando l’evoluzione da un potere inizialmente discrezionale a una prestazione oggi predeterminata per legge.

  • art. 2 L. 22 dicembre 1980 n. 925

    Stabilisce che i sovracanoni rivieraschi sono conferiti in misura fissa per le derivazioni con potenza superiore a 220 kW; l’obbligo di pagamento sorge direttamente dalla legge e non richiede un provvedimento ad hoc dell’amministrazione.

  • art. 3 L. 22 dicembre 1980 n. 925

    Attribuisce all’Amministrazione finanziaria/Agenzia del Demanio il potere di revisione biennale delle misure dei sovracanoni sulla base degli indici ISTAT, senza rimettere alla P.A. una scelta discrezionale sull’an debeatur.

  • art. 91 c.p.c.

    La condanna alle spese deve riflettere la soccombenza e il fatto che la parte abbia effettivamente sostenuto spese nel grado; non può essere liquidato un rimborso in favore di chi è rimasto contumace e non ha difeso la causa nel grado stesso.

  • art. 92 c.p.c.

    Richiamato insieme all’art. 91 c.p.c. per censurare la liquidazione delle spese; la Corte accoglie la doglianza limitatamente alla statuizione che ha posto a carico della parte soccombente le spese del primo grado in favore della parte contumace.

  • art. 382 c.p.c.

    Consente la cassazione senza rinvio della statuizione sulle spese del primo grado, perché adottata in mancanza del potere di condannare alle spese in favore della parte rimasta contumace.

  • art. 23 Cost.

    La Corte richiama la giurisprudenza costituzionale per ribadire che il sovracanone costituisce prestazione patrimoniale imposta che trova adeguato fondamento nella legge.

  • art. 3 Cost.

    Richiamato, tramite la sentenza della Corte costituzionale, come parametro che non impedisce la disciplina legislativa del sovracanone, purché siano individuati soggetti passivi, beneficiari e limiti della prestazione.

Massime di principio

  • Quando una prestazione patrimoniale pubblica è determinata direttamente dalla legge in misura fissa o comunque secondo criteri integralmente vincolati, l’obbligazione sorge ex lege e non è necessario un autonomo provvedimento impositivo discrezionale nei confronti del singolo destinatario.
  • Se l’amministrazione conserva soltanto un potere di revisione periodica della misura sulla base di parametri oggettivi predeterminati, tale potere non incide sull’an debeatur del singolo contributo per l’annualità considerata, che può essere liquidato dall’ente creditore mediante semplice applicazione del criterio legale.
  • In materia di sovracanoni rivieraschi per grandi derivazioni idroelettriche, l’evoluzione normativa ha trasformato un originario potere ampiamente discrezionale in un obbligo legale predeterminato, fondato sulla potenza concessa e sulla misura aggiornata secondo legge.
  • La condanna alle spese processuali non può essere liquidata in favore della parte che sia rimasta contumace nel grado, perché manca il presupposto dell’esborso difensivo da rimborsare; la statuizione va cassata senza rinvio quando risulti pronunciata in assenza di potere.
  • In sede di legittimità, la censura relativa alla liquidazione delle spese a favore del contumace può essere accolta limitatamente a tale capo, lasciando ferme le ulteriori statuizioni della decisione impugnata.

Come è indicizzato

MaterieSpese di lite
RamiProcesso civileBancario e finanziario
IstitutiOnere della provaNullità

Testo integrale

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