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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24643/2022 del 24/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Palermo che aveva confermato il rigetto dell'istanza di applicazione di misura cautelare personale nei confronti di Salvatore Moncada. Il Pubblico ministero lamentava violazione di legge e vizio di motivazione per avere ritenuto insussistenti: a) il pericolo di reiterazione di reati della stessa specie (bancarotta fraudolenta preferenziale e bancarotta impropria da reato societario), nonostante elementi quali conversazioni intercettate, lo stato di crisi del gruppo, proposte di concordato, condotte in occasione di perquisizioni, segnalazioni di operazioni sospette, trasferimenti di sedi e il fatto che gli indagati mantengono cariche sociali; b) il pericolo di inquinamento probatorio (anche alla luce della riappropriazione di beni della fallita in esito a concordato, della disponibilità documentale e delle intercettazioni). Il ricorrente lamentava che i giudici di merito avrebbero valutato in modo lacunoso, contraddittorio o manifestamente illogico tali elementi.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la decisione del Tribunale e del Gip esponesse ragioni congrue e non manifestamente illogiche: i giudici di merito hanno valutato le intercettazioni come operazioni lecite o prive di rilevanza penale, hanno considerato non provato lo stato di crisi del gruppo alla luce delle consulenze difensive e di altri elementi, e hanno escluso il pericolo di inquinamento probatorio in relazione alla disponibilità contabile della curatela e al contenuto delle intercettazioni. La Corte ha inoltre richiamato il principio per cui in materia di misure cautelari il sindacato della Cassazione è limitato alla verifica di manifesta illogicità o alla violazione di norme, e non consente una rivalutazione dei fatti e degli indizi di merito.

Norme richiamate

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiamato come parametro per valutare la presenza di motivazione apparente: la motivazione è nulla se del tutto avulsa dalle risultanze o meramente apodittica. La Corte ha escluso tale nullità nel caso concreto, ritenendo che il Collegio abbia motivato sufficientemente.

  • art. 606, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il vizio di motivazione e la nullità degli atti per motivazione apparente richiamata nella valutazione di cassazione. La Corte ha applicato i criteri di valutazione previsti dalla giurisprudenza su tale vizio.

  • Principio giurisprudenziale sul sindacato della Cassazione in materia cautelare

    La Corte ha ribadito il principio che il controllo della Cassazione sulle misure cautelari è circoscritto alla verifica di manifesta illogicità o violazione di legge e non consente la rivalutazione degli elementi di fatto e degli indizi che restano devoluti al giudice di merito.

Massime di principio

  • In un ricorso per cassazione contro un provvedimento cautelare occorre dimostrare la manifesta illogicità o la violazione di norme: non è sufficiente proporre una diversa valutazione dei fatti o degli indizi.
  • Il tempo decorso dai fatti è un elemento rilevante nella valutazione del pericolo di reiterazione, ma non è decisivo: il riaccertamento della sussistenza del pericolo richiede elementi concreti, attuali e ben specificati.
  • Le intercettazioni e la valutazione del loro contenuto costituiscono valutazioni di merito del giudice di merito e possono essere sindacate in Cassazione solo se la loro interpretazione risulta manifestamente illogica o apodittica.
  • Per dimostrare il pericolo di inquinamento probatorio è necessario indicare elementi concreti che configurino il rischio attuale di ostacolare le indagini (es. tentativi documentati di sottrazione o occultamento di documenti, riappropriazione di beni in modo fraudolento); argomentazioni generiche o basate su una diversa lettura delle stesse risultanze sono inadeguate in sede di legittimità.
  • Nel proporre impugnazioni cautelari è essenziale indicare con precisione quali elementi di fatto sarebbero stati omessi o misconosciuti dal giudice di merito e perché la loro mancata valutazione comporterebbe una motivazione manifestamente illogica.

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