Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30093/2025 del 01/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato l'istanza di dissequestro di un compendio immobiliare ritenuto abusivo. Il ricorrente deduceva: 1) ammissibilità della memoria integrativa di appello ritenuta non ammessa dal giudice; 2) vizio di violazione di legge e carenza di motivazione perché il tribunale si sarebbe limitato a riprendere la consulenza del P.M. e non avrebbe valutato che gli interventi erano ammessi dall'art. 73 del RUEC o rientravano nella manutenzione in pendenza di condono; 3) illegittimità di indagini e della seconda iscrizione a seguito della scadenza dei termini di indagine collegati alla prima iscrizione e inutilizzabilità di atti compiuti dopo tale termine; contestazione anche del sequestro operato dalla polizia municipale nonostante la domanda di condono pendente (art. 38 l. 47/85); 4) apparente carenza di motivazione e mancato confronto con la consulenza di parte e atti difensivi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato (inammissibile/sostanzialmente rigettato). Ha confermato che: a) nel reato permanente è legittima una nuova iscrizione quando emergono elementi che attestano la prosecuzione della condotta oltre il termine precedente; gli atti investigativi riferibili al segmento successivo non sono automaticamente inutilizzabili; b) una nuova notizia di reato può sorgere anche a seguito di sequestro d'iniziativa della polizia giudiziaria, dando luogo a procedimento autonomo; c) la scadenza dei termini d'indagine non impedisce al P.M. di richiedere misure cautelari (sequestro) e tali atti non hanno funzione probatoria; d) il Tribunale aveva motivato congruamente il fumus e la necessità del sequestro, rilevando la prosecuzione di opere abusive e respingendo l'adozione dell'art. 73 RUEC quale titolo idoneo a legittimare gli interventi; e) la pendenza della domanda di condono non impedisce atti urgenti quali il sequestro; f) il controllo della Cassazione sulle misure cautelari è limitato alla verifica di violazioni di legge e di eventuale mancanza assoluta di motivazione, non a un sindacato di merito. Complessivamente la decisione del tribunale è stata ritenuta corretta e il ricorso rigettato.

Norme richiamate

  • artt. 405, 406, 407 cod. proc. pen.

    Disciplina termini indagini preliminari; in caso di reato permanente i termini si applicano ai segmenti investigativi ma non impediscono nuova iscrizione per fatti successivi

  • art. 414 cod. proc. pen.

    Sanzione di inutilizzabilità riguarda atti riferibili allo stesso fatto oggetto di indagine conclusa, non automaticamente agli atti su fatti successivi del reato permanente

  • art. 415‑quater cod. proc. pen.

    Prevede 'finestre' di giurisdizionalizzazione; non comporta inutilizzabilità degli atti svolti dopo scadenza dei termini quando riguardano segmenti successivi del reato permanente

  • art. 73 RUEC (regolamento edilizio comunale)

    Norma regolamentare invocata dalla difesa per giustificare gli interventi: la Corte ha ritenuto tale norma non sovrapponibile né alternativa alla specifica disciplina del condono e non idonea a legittimare interventi che costituiscono prosecuzione di opere abusive

  • art. 38 legge 28/02/1985 n. 47 (condono edilizio)

    La pendenza della domanda di condono non impedisce all'autorità giudiziaria o alla polizia municipale di compiere atti urgenti come il sequestro preventivo; l'estinzione del reato richiede una formale dichiarazione

  • art. 35, comma 15 legge 47/1985

    Regole procedurali per la ripresa dei lavori durante il procedimento di condono (notifica, perizia giurata, termini). Se non rispettate, la prosecuzione dei lavori configura nuovo reato urbanistico

Massime di principio

  • Nei reati permanenti, la scadenza dei termini delle indagini non impedisce al P.M. di iscrivere nuovamente il reato quando emergono elementi che attestano la prosecuzione della condotta: gli atti relativi al nuovo segmento sono utilizzabili
  • Un sequestro d'iniziativa della polizia giudiziaria può generare una nuova notizia di reato e un procedimento autonomo, legittimando verifiche successive anche dopo una precedente iscrizione
  • La pendenza di una domanda di condono edilizio non blocca automaticamente l'adozione di misure urgenti (sequestro) volte a preservare lo stato dei luoghi o impedire la prosecuzione di opere abusive
  • Per impugnare con successo un provvedimento cautelare in Cassazione occorre dimostrare una violazione di legge o una mancanza assoluta di motivazione: non è sufficiente richiamare argomentazioni generiche o la migliore valutazione di merito
  • Le norme e i regolamenti comunali (es. RUEC) non possono eludere i limiti e le procedure stabilite dalla normativa statale sul condono; per far valere una deroga locale è necessario dimostrare l'effettiva coerenza con le disposizioni nazionali e i relativi oneri procedurali
  • Se si contesta l'inutilizzabilità di atti per decorso di termini, la difesa deve specificare quali atti sono affetti da vizio, dimostrare la loro temporalità rispetto all'iscrizione e spiegare l'incidenza probatoria concreta di tali atti

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.