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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10942/2024 del 15/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva respinto la richiesta di declaratoria di inefficacia della misura cautelare del divieto di avvicinamento, per contestazioni di tentata estorsione e lesioni. Il ricorrente sosteneva che la misura fosse inefficace a causa del mancato tempestivo espletamento dell'interrogatorio di garanzia, dovuto al fatto che la nomina del nuovo difensore di fiducia era avvenuta il pomeriggio precedente l'interrogatorio e che il GIP aveva rifiutato il differimento richiesto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il motivo, affermando il principio secondo cui la rinuncia o revoca del mandato del difensore produce effetto solo quando l'imputato sia assistito da un nuovo difensore e sia decorso l'eventuale termine a difesa; fino a quel momento il difensore rinunciante è tenuto a garantire l'assistenza. Applicando tale principio al caso, non si è ravvisata violazione di legge né nullità dell'interrogatorio, posto che, anche se fosse stato concesso il termine al nuovo difensore, l'indagato avrebbe comunque dovuto essere assistito dal difensore rinunciante nel periodo transitorio. Condanna del ricorrente alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 294 cod. proc. pen., comma 1-bis

    Riferimento alla disciplina applicabile in relazione alla misura coercitiva non detentiva e ai termini procedurali connessi all'interrogatorio di garanzia; nel testo la norma è richiamata per evidenziare il quadro normativo della misura impugnata

  • art. 108 cod. proc. pen.

    Interpretato nel senso che il termine a difesa decorre solo quando l'imputato è assistito dal nuovo difensore e che il difensore rinunciante resta obbligato ad assistere l'imputato fino alla decorrenza di tale termine, assicurando la continuità della tutela difensiva

  • Giurisprudenza: Cass. Sez. 6, Sent. n. 18113 del 11/03/2021

    Richiamata come precedente che chiarisce che la presenza del difensore rinunciante, nelle more della decorrenza del termine a difesa concesso al nuovo difensore, non determina un vulnus al diritto di difesa, posto che il difensore rinunciante è già informato sulla vicenda e garantisce la tutela

Massime di principio

  • La rinuncia o revoca del mandato del difensore non produce immediato effetto sino a quando non sia effettivamente nominato un nuovo difensore e sia decorso l'eventuale termine a difesa: il difensore rinunciante deve continuare a garantire l'assistenza nel periodo transitorio.
  • L'interrogatorio di garanzia non è automaticamente nullo se, a seguito di rinuncia del difensore precedente, l'indagato è assistito dal difensore rinunciante durante la fase transitoria; la regolarità va valutata rispetto alla effettiva tutela del diritto di difesa.
  • La concessione del differimento dell'interrogatorio è rimessa alla discrezionalità del giudice, che può negarla se le ragioni addotte non risultano adeguatamente documentate o giustificate.
  • In situazioni di cambio difensore vicino alla data dell'interrogatorio, è opportuno chiedere tempestivamente la nomina di un difensore d'ufficio o motivare in modo dettagliato la necessità del differimento per aumentare le probabilità di ottenere il termine a difesa.
  • Per impugnare l'interrogatorio o la misura cautelare per presunta violazione dei diritti di difesa occorre dimostrare concretamente che la continuità della tutela difensiva è stata compromessa e non semplicemente che è avvenuto un cambio di difensore in vicinanza temporale all'atto

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