Sentenza del 14/11/2018 n. 3615 - Comm. Trib. Reg. per la Calabria
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L'appello contestava la sentenza della CTP che aveva ritenuto riferibili alla legale rappresentante e all'associazione le violazioni fiscali rilevate dalla Guardia di Finanza. La ricorrente sosteneva di essere stata completamente estromessa dalla gestione contabile e operativa dell'associazione dal direttore generale XP, il quale avrebbe gestito di fatto l'ente e posto in essere le irregolarità per un proprio interesse. In particolare, si contestava l'imputazione personale alla legale rappresentante delle obbligazioni e sanzioni tributarie, nonché la responsabilità solidale prevista dall'art. 38 c.c.
La decisione
La Commissione ha respinto l'appello nella parte relativa all'associazione XS ASD, confermando gli atti impositivi e sanzionatori emessi nei suoi confronti. L'associazione non aveva redatto e presentato i rendiconti economico-finanziari per gli anni 2006-2008, non aveva istituito il prospetto previsto dal DM 11 febbraio 1997 per il regime della legge 398/1991 e aveva effettuato incassi e pagamenti in contanti. Tali violazioni sono state ritenute imputabili all'ente anche se la gestione concreta era stata svolta dal direttore generale. È stato invece accolto l'appello della signora XD: poiché era stata provata la sua esclusione dalla gestione effettiva e l'impossibilità concreta di adempiere agli obblighi tributari, è stata esclusa la sua responsabilità personale e solidale ex art. 38 c.c. ed è stato annullato nei suoi confronti il relativo atto. Le spese di giudizio sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
La responsabilità personale e solidale di colui che agisce in nome e per conto dell'associazione non riconosciuta non è collegata alla mera titolarità della rappresentanza formale dell'associazione, ma si fonda sull'attività negoziale concretamente svolta e sulle obbligazioni assunte verso i terzi.
La carica formale di legale rappresentante non è, da sola, sufficiente a fondare la responsabilità personale per i debiti dell'associazione. Occorre provare una concreta attività svolta in nome e per conto dell'ente oppure, in materia tributaria, la violazione degli specifici obblighi fiscali gravanti sul rappresentante.
La disciplina agevolata applicabile alle associazioni sportive dilettantistiche richiede il rispetto degli adempimenti contabili e documentali previsti. La mancata osservanza di tali obblighi può comportare conseguenze fiscali per l'associazione.
Decreto ministeriale 11 febbraio 1997
Il prospetto previsto per gli enti che optano per il regime della legge n. 398/1991 costituisce un adempimento contabile rilevante; la sua omissione è stata considerata, insieme alle altre irregolarità, elemento idoneo a confermare gli atti nei confronti dell'associazione.
Cassazione civile, sentenza n. 12765/2018
La commissione di un illecito da parte del legale rappresentante di un ente non interrompe, per ciò solo, il rapporto organico e non esclude che del fatto del rappresentante possa rispondere l'ente medesimo.
Le condotte illecite del rappresentante o dell'amministratore di fatto possono comunque produrre effetti e responsabilità nei confronti dell'ente rappresentato, anche se il soggetto ha agito per un proprio vantaggio.
Cassazione civile, sentenze n. 16344/2008, n. 19486/2009, n. 20485/2013, n. 12473/2015 e n. 22861/2018
In materia tributaria, la responsabilità del legale rappresentante di un'associazione non riconosciuta non dipende esclusivamente dall'ingerenza nella gestione negoziale. Occorre verificare anche se il rappresentante abbia adempiuto correttamente agli obblighi fiscali, quali dichiarazioni, rettifiche e versamento delle imposte. Tuttavia, se è provata l'effettiva estromissione dalla gestione e l'impossibilità concreta di adempiere a tali obblighi a causa della condotta fraudolenta di un amministratore di fatto, la responsabilità personale può essere esclusa.
Massime di principio
- Un'associazione non riconosciuta resta normalmente responsabile delle proprie violazioni fiscali anche quando la gestione concreta sia stata esercitata da un amministratore o direttore di fatto.
- La sola carica formale di legale rappresentante non comporta automaticamente la responsabilità personale e solidale per i debiti tributari dell'associazione.
- Per escludere la responsabilità personale del rappresentante è necessario dimostrare con elementi concreti l'assenza di ingerenza nella gestione, l'effettiva estromissione dai poteri decisionali e l'impossibilità di adempiere agli obblighi fiscali.
- In ambito tributario, la mancata gestione operativa non è sempre sufficiente: il rappresentante deve normalmente vigilare sugli adempimenti fiscali e intervenire per correggere dichiarazioni o irregolarità, quando ne abbia concretamente la possibilità.
- La responsabilità dell'ente e quella personale del rappresentante devono essere valutate separatamente: l'esclusione della responsabilità del legale rappresentante non elimina gli accertamenti e le sanzioni nei confronti dell'associazione.
- La prova dell'esistenza di un amministratore di fatto può essere decisiva, ma deve essere accompagnata dalla prova dell'effettiva esclusione del rappresentante formale dalla gestione e dagli adempimenti tributari.
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