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Sentenza

Sentenza del 14/11/2018 n. 11538 - Comm. Trib. Prov. Catania

Avviamento commerciale azienda - Legittimità metodo matematico-statistico previsto dall'art. 2 D.P.R. 460/96 in mancanza di contestazioni specifiche del contribuente

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente contestava la quantificazione dell'avviamento aziendale, ritenendo illegittimo o non adeguatamente giustificato il metodo utilizzato dall'Ufficio. La determinazione era stata effettuata considerando la media dei ricavi o del giro d'affari dell'ultimo triennio, applicando la percentuale di redditività, calcolata come rapporto tra reddito d'impresa e ricavi accertati, e moltiplicando il risultato per il coefficiente ordinario 3 previsto dalla normativa. Nel caso esaminato, tuttavia, il contribuente non avrebbe formulato contestazioni specifiche e puntuali sui dati utilizzati, sui ricavi, sulla percentuale di redditività o sull'applicazione del coefficiente.

La decisione

La metodologia applicata dall'Amministrazione finanziaria è stata ritenuta legittima. Il rapporto tra ricavi e redditi, previsto dall'art. 2, comma 4, del D.P.R. 460/1996, è stato considerato idoneo a stimare l'avviamento, inteso come maggiore attitudine dell'azienda a produrre reddito e come capacità di contemperare i fattori positivi e negativi della gestione. Il metodo matematico-statistico, fondato sulla media dei ricavi dell'ultimo triennio, sulla redditività e sul coefficiente 3, è stato ritenuto una garanzia ragionevole per determinare la potenzialità economica, anche futura, dell'impresa. In assenza di contestazioni specifiche del contribuente, la pretesa dell'Ufficio è stata quindi confermata.

Norme richiamate

  • Art. 2, comma 4, D.P.R. 460/1996

    Alla media del giro di affari/ricavi d'impresa dell'ultimo triennio viene applicata la percentuale di redditività; il valore così ottenuto viene moltiplicato per il coefficiente 3.

    La norma consente di determinare l'avviamento mediante un criterio matematico-statistico basato sui ricavi medi dell'ultimo triennio, sul rapporto tra reddito d'impresa e ricavi e sul coefficiente ordinario previsto dalla disposizione. Il criterio è stato ritenuto idoneo a rappresentare la capacità dell'azienda di produrre reddito.

Massime di principio

  • In assenza di contestazioni specifiche e documentate sui dati posti a base del calcolo, il metodo presuntivo e matematico-statistico previsto dall'art. 2 del D.P.R. 460/1996 può essere ritenuto sufficiente per la determinazione dell'avviamento.
  • Chi contesta la stima dell'avviamento deve indicare concretamente quali ricavi, redditi, periodi d'imposta, percentuali o coefficienti siano errati o non rappresentativi della reale capacità reddituale dell'azienda.
  • L'avviamento può essere stimato considerando la capacità prospettica dell'impresa di produrre reddito, non soltanto il valore dei beni materiali o i risultati economici di un singolo esercizio.
  • Il metodo fondato sulla media triennale dei ricavi e sulla redditività mira a bilanciare i fattori positivi e negativi della gestione e può costituire una presunzione attendibile, salvo prova contraria adeguatamente specifica.
  • La contestazione generica dell'importo dell'avviamento o del metodo utilizzato, senza una ricostruzione alternativa e senza indicare elementi concreti di inattendibilità, difficilmente è sufficiente a superare la stima dell'Amministrazione finanziaria.

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