Cassazione Penale, Sentenza n. 29400/2026 del 03/08/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La Corte di appello di Napoli, in esito a giudizio abbreviato, aveva confermato la condanna di un imputato per evasione. Il difensore ha proposto ricorso per cassazione deducendo, con il primo motivo, violazione di legge e vizio di motivazione per il diniego della conversione della pena detentiva breve in pena pecuniaria sostitutiva ex art. 20-bis c.p., sostenendo che il giudice di merito avrebbe applicato un automatismo tra recidiva e esclusione delle pene sostitutive. Con il secondo motivo ha dedotto violazione di legge per il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., contestando il passaggio motivazionale relativo alla durata dell'allontanamento: secondo la difesa, il primo giudice aveva accertato che l'assenza era durata circa 10 minuti, per circa 200 metri, con ritorno spontaneo nell'abitazione per soddisfare un bisogno primario.
La decisione
La Corte di cassazione ha esaminato congiuntamente i due motivi e li ha ritenuti infondati. Ha affermato che il giudice può negare la pena sostitutiva anche valorizzando i precedenti penali dell'imputato, purché la valutazione sia specifica, puntuale e concreta e da essa emergano elementi negativi sulla funzione rieducativa, sul rischio di recidiva e sull'adempimento delle prescrizioni. Nel caso concreto, la motivazione della Corte di appello, pur sintetica sul punto della pena sostitutiva, è stata ritenuta integrata dalla più ampia motivazione sul diniego della particolare tenuità del fatto, fondata sulla mancata prova della durata dell'allontanamento, sulla spavalderia dell'imputato, sull'intensità del dolo desunta dall'ammissione di aver confidato nel rientro prima del controllo della polizia giudiziaria e sui plurimi precedenti penali per reati contro il patrimonio. Il ricorso è stato quindi rigettato, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
norma incriminatrice per il reato di evasione contestato e confermato in appello
consente la conversione della pena detentiva breve in pena pecuniaria sostitutiva; il diniego può fondarsi anche sui precedenti penali, ma con motivazione specifica e concreta
invocato per la particolare tenuità del fatto; la Corte ribadisce il diniego nel caso concreto sulla base di circostanze fattuali sintomatiche della non tenue offensività e dell'intensità del dolo
Massime di principio
- Il diniego della pena sostitutiva della pena detentiva breve non richiede necessariamente la valutazione di elementi diversi dai precedenti penali dell'imputato, ma tali precedenti devono essere apprezzati in modo specifico e concreto, con motivazione idonea a evidenziare un giudizio negativo sulla funzione rieducativa della sanzione, sul contenimento del rischio di recidiva e sull'osservanza delle prescrizioni.
- La recidiva non opera come automatismo assoluto di esclusione delle pene sostitutive; il giudice deve sempre compiere una valutazione individualizzata, ancorata a elementi fattuali indiscutibilmente negativi.
- Il riconoscimento della particolare tenuità del fatto può essere escluso anche quando la condotta, pur di breve durata, presenti elementi sintomatici di non occasionalità o di intensa consapevolezza dell'antigiuridicità, quali la mancata prova di circostanze attenuanti in fatto, la spavalderia dell'agente e i precedenti penali specifici o per reati della stessa natura.
- In sede di legittimità, la motivazione sul diniego di un beneficio può essere letta in combinazione con altre rationes decidendi della sentenza di merito, purché il complesso argomentativo consenta di ricostruire una valutazione coerente e non contraddittoria.
Come è indicizzato
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