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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31701/2025 del 22/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Palermo (Sezione per il riesame) nella parte in cui era stata annullata la misura cautelare rispetto al capo 2) (partecipazione ad associazione di tipo mafioso, art. 416-bis c.p.). Il P.M. deduceva violazione dell'art. 416-bis c.p. e vizio di motivazione per omissione di valutazione di risultanze ritenute decisive: organizzazione di incontri tra vertici del mandamento e cittadini; messa a disposizione del negozio per riunioni; il bacio sulla bocca a Antonino Seranella quale simbolo di affiliazione; gestione, con Francesco Paolo Putano, della cassa e dello smistamento del denaro; autorizzazioni violente impartite da vertici; minacce a un ristoratore; partecipazione a un summit del 18/07/2023; detenzione di armi e droga con l'avallo dei capi. Il ricorso chiedeva l'annullamento dell'ordinanza limitatamente al capo 2).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: ha ritenuto le censure del P.M. generiche e insufficienti poiché non indicavano specificamente gli atti del processo ritenuti non valutati o travisati né spiegavano in che modo tali atti avrebbero inciso decisivamente sulla valutazione della gravità indiziaria. Il Collegio ha condiviso la valutazione del Tribunale del riesame secondo cui gli elementi raccolti non raggiungevano il livello di "probatio minor" necessario per ritenere comprovata una compenetrazione organica di Viviano nell'associazione mafiosa; dunque l'annullamento della misura sul capo 2) resta confermato e il ricorso del P.M. è respinto per inammissibilità. (Confermata la parte dell'ordinanza relativa ad altri capi, in particolare il capo 97) relativo alla detenzione di armi, per la quale era stata mantenuta la custodia cautelare.)

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    La norma è il riferimento per il reato contestato (associazione mafiosa). La Corte rileva che per applicare cautelativamente tale fattispecie occorre gravità indiziaria tale da dimostrare una compenetrazione organica e una partecipazione stabile; nel caso concreto il Tribunale ha ritenuto che gli elementi non raggiungessero il livello probatorio richiesto.

  • Sez. 5, n. 4748 del 11/12/2024 (richiamata)

    Giurisprudenza richiamata per il principio secondo cui il P.M. ha interesse a proporre ricorso per cassazione avverso ordinanze del riesame che annullino parzialmente il decreto cautelare; citata per inquadrare l'interesse ad impugnare in materia cautelare.

  • Sez. 4, n. 22694 del 21/04/2023 (Salluce)

    Precedente richiamato con analogo principio di interesse del P.M. nelle impugnazioni cautelari.

  • Sez. 5, n. 19540 del 20/04/2022 (Mataluni)

    Ulteriore precedente richiamato a sostegno del principio di interesse del P.M. nelle impugnazioni di misure cautelari.

  • Sez. 1, n. 20286 del 17/06/2020 (Petito)

    Precedente richiamato nella stessa linea giurisprudenziale sul ruolo del P.M. nelle impugnazioni cautelari.

  • Sez. 6, n. 9923 del 05/12/2011 (S.)

    Precedente che stabilisce il principio che il ricorso per cassazione che contesti il travisamento di atti deve, a pena di inammissibilità, indicare specificamente gli atti processuali travisati e motivare come il travisamento incida sulla coerenza e tenuta logica della motivazione; principio applicato dalla Corte nel rigetto del ricorso del P.M.

Massime di principio

  • Il pubblico ministero può impugnare in Cassazione decisioni del riesame che annullano parzialmente misure cautelari, ma l'impugnazione deve essere specifica: non basta un elenco generico di elementi probatori; è necessario indicare esattamente gli atti del fascicolo ritenuti non valutati o travisati e spiegare in che modo essi sarebbero decisivi.
  • In sede cautelare per la fattispecie di associazione mafiosa (art. 416-bis c.p.) la gravità indiziaria richiesta richiede indizi tali da dimostrare una compenetrazione organica e una partecipazione stabile: contatti o conoscenze con vertici non sono automaticamente sufficienti senza elementi che ne dimostrino la funzione e la finalità associativa.
  • La mera conoscenza o consapevolezza del controllo mafioso sul territorio (es. riferimenti a punizioni o ordini impartiti) può indicare un livello di informazione ma non prova da sola la partecipazione attiva all'organizzazione.
  • Per sostenere la sovversione della valutazione del giudice di merito è necessario collegare concretamente fatti (date, conversazioni intercettate, trascrizioni, documenti) alla ricostruzione associativa: affermazioni assertive, senza rinvio puntuale agli atti, sono destinate all'inammissibilità.
  • Nel valutare le esigenze cautelari, i giudici distinguono tra delitti concorrenti: la conferma della misura per alcuni capi non implica automaticamente la fondatezza delle altre imputazioni; ogni reato richiede autonoma verifica della gravità indiziaria.
  • Chi propone ricorso in Cassazione deve curare la forma e la specificità della motivazione: indicare trascrizioni, numeri di pagina, date e punti decisivi del materiale probatorio facilita l'ammissibilità e la valutazione di merito da parte della Corte.

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