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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37369/2025 del 17/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato la richiesta di revoca o sostituzione della misura cautelare più afflittiva (custodia in carcere) disposta in esecuzione di mandato di arresto a fini estradizionali emesso dall'autorità giudiziaria brasiliana. Si censurano: difetto di motivazione e manifestissima illogicità, errata interpretazione dell'art. 714 c.p.p.; omissione e pretermissione degli elementi difensivi relativi all'insussistenza del pericolo di fuga; e mancata considerazione dell'idoneità di misure alternative (arresti domiciliari con braccialetto elettronico).

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte di legittimità ha ritenuto che le doglianze esposte attengono a vizi logico-motivazionali, non a violazioni di legge rilevanti in questa sede (art. 719 c.p.p.), e quindi non idonee ad integrare i rimedi di legittimità. Pur riconoscendo alcune incongruenze argomentative marginali nella motivazione della Corte di appello, la Cassazione ha ritenuto che il nucleo fondante della decisione - la sussistenza del pericolo di fuga - sia adeguatamente motivato: la ricorrente era giunta in Italia da Miami il giorno dopo l'emissione della sentenza esecutiva e aveva attraversato i varchi aeroportuali prima che venisse inserita nella Red Notice; inoltre mancano legami giustificativi con il territorio italiano. Per tali ragioni la custodia in carcere è stata ritenuta proporzionata e le misure alternative non adeguate. La ricorrente è condannata al pagamento delle spese processuali; si dispone l'inoltro alla cancelleria per gli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 714 c.p.p.

    La Corte rigetta la pretesa errata interpretazione sollevata dalla difesa: il riferimento dell'ordinanza di merito all'intenzione della ricorrente di sottrarsi alla giustizia brasiliana è visto come elemento sintomatico, non come autonoma e unica base del pericolo di fuga.

  • art. 719 c.p.p.

    Richiama il limite del sindacato in sede di legittimità sulle decisioni che rigettano revoca o sostituzione di misure cautelari: in Cassazione possono essere dedotti solo vizi di diritto, non meri dissensi sulla valutazione logico-probatoria dei fatti.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

    Norma richiamata per gli adempimenti di cancelleria successivi alla decisione; la sentenza ordina l'inoltro per gli adempimenti formali previsti.

Massime di principio

  • In materia di esecuzione di mandato di arresto europeo o estradizionale, la prova del pericolo di fuga può fondarsi su indicatori oggettivi e temporali (es. arrivo immediatamente dopo emissione della misura, ingresso prima dell'iscrizione nella Red Notice).
  • La mancata dimostrazione di legami stabili con il territorio richiesto rafforza la valutazione di transitorietà della presenza e il rischio di allontanamento.
  • Le censure basate su alternative valutazioni logiche o su presunte incongruenze marginali nella motivazione non sono sufficienti in Cassazione se il nucleo decisorio resta adeguatamente spiegato; la suprema magistratura sindaca soprattutto vizi di diritto ai sensi dell'art. 719 c.p.p.
  • Per ottenere la sostituzione della custodia con misure meno afflittive (arresti domiciliari, braccialetto elettronico) è necessario dimostrare non solo la praticabilità tecnica ma anche che tali misure offrano garanzie effettive e concrete di non fuga; valutazioni contrarie del giudice del merito sono sindacabili in Cassazione solo se manifestamente illogiche o in violazione di norme di diritto.
  • In casi analoghi è importante documentare e comprovare legami stabili con il territorio (lavoro, famiglia, residenza continuativa, obblighi certi) e fornire prove sulla reale efficacia delle misure alternative per contrastare l'accusa di pericolo di fuga.

Testo integrale

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