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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24329/2025 del 02/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Istanza di correzione di errore materiale della sentenza n. 8898/2025 della Corte di Cassazione, che aveva annullato con rinvio la sentenza della Corte d'appello di Messina e aveva indicato come giudice di rinvio "altra Sezione della Corte d'appello di Messina". I ricorrenti sostenevano che, per effetto di un precedente annullamento e dell'art. 623 lett. c) c.p.p. e dell'art. 175 disp. att., il giudice di rinvio avrebbe dovuto essere la Corte d'appello di Reggio Calabria (la più vicina), non un'altra sezione della Corte d'appello di Messina, e quindi la designazione della Sezione era un errore materiale da correggere

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile l'istanza di correzione. Ha ritenuto che l'art. 623, comma 1, lett. c), cod. proc. pen. richiede che la sezione adita sia diversa soltanto da quella che ha emesso la specifica sentenza annullata, non anche da altre sezioni della stessa Corte che in precedenza abbiano pronunciato sentenze nel medesimo processo. La Corte ha richiamato precedenti giurisprudenziali e ha osservato che l'imparzialità è garantita dagli istituti dell'incompatibilità, astensione e ricusazione. Ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e al versamento di una sanzione pecuniaria di euro 3.000 a favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 623, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    se è annullata una sentenza di una corte di assise di appello o di una corte di appello ovvero di una corte di assise o di un tribunale in composizione collegiale, il giudizio è rinviato rispettivamente ad un'altra sezione della stessa corte o dello stesso tribunale o, in mancanza, alla corte o al tribunale più vicini

    La Corte interpreta la norma nel senso che la sezione "ad quem" deve essere diversa solo dalla sezione che ha emesso la specifica sentenza annullata; non è richiesta l'esclusione di qualsiasi altra sezione della stessa corte che in precedenza si sia già pronunciata nel processo

  • art. 175 disp. att. c.p.p.

    Norma richiamata dai ricorrenti per individuare la corte "più vicina" in caso di rinvio; la Corte ha ritenuto che il criterio della prossimità non prevale quando è legittimo rinviare ad altra sezione della stessa Corte ai sensi dell'art. 623

  • art. 616, cod. proc. pen.

    Norma invocata per irrogare la sanzione pecuniaria a carico dei ricorrenti per la presentazione di istanza inammissibile; la Corte ha ritenuto sussistenti gli elementi per applicare la sanzione

Massime di principio

  • Ai fini dell'individuazione del giudice "ad quem" dopo annullamento con rinvio (art. 623 c.p.p.) è sufficiente che la sezione designata sia diversa dalla sezione che ha emesso la specifica sentenza annullata; non occorre individuare una Corte territoriale diversa se esiste un'altra sezione della medesima Corte
  • La presenza di una precedente pronuncia di un'altra sezione della stessa Corte nel medesimo procedimento non impone automaticamente il rinvio ad una Corte diversa: la regola è che vada evitata la stessa sezione, non ogni sezione della medesima Corte
  • I timori relativi alla parzialità del giudice di rinvio devono essere valutati attraverso gli istituti ordinari (incompatibilità, astensione, ricusazione) e non giustificano di per sé la correzione della designazione del giudice di rinvio
  • Le richieste di correzione di errori materiali sono soggette a una soglia rigorosa: non è ammessa la riformulazione di questioni interpretative già decise; l'istanza è inammissibile se il presunto "errore" è invece una scelta interpretativa legittima
  • La presentazione di istanze manifestamente inammissibili può comportare condanna al pagamento delle spese e sanzioni pecuniarie a norma dell'art. 616 c.p.p.; valutare il rischio processuale prima di proporre ricorsi di correzione

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