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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 09780/2026 del 13/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente sosteneva che la sua condotta illecita (falsa testimonianza) fosse l'unica idonea ad evitare un grave pregiudizio per la libertà personale o per l'onore proprio o di un prossimo congiunto, invocando la causa di esclusione della colpevolezza prevista dall'art. 384 c.p.. La Corte ha richiamato il principio secondo cui tale causa opera soltanto se, nelle circostanze concrete e valutata secondo il parametro della massima diligenza esigibile, l'illecito si presenti all'agente come l'unica via per scongiurare il grave pregiudizio; in presenza di possibili comportamenti conformi al diritto, l'esclusione non è applicabile.

La decisione

La Corte ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio. Ha dunque accolto il profilo di censura relativo alla valutazione della causa di esclusione della colpevolezza, richiamando il principio già affermato dalla giurisprudenza (Sez. 6, n. 34777/2020, Nitti) e stabilendo che sia necessario accertare, caso per caso e secondo la massima diligenza esigibile, che l'illecito fosse l'unica condotta possibile per evitare il grave pregiudizio.

Norme richiamate

  • art. 384, primo comma, cod. pen.

    art. 384, primo comma, cod. pen.

    La causa di esclusione della colpevolezza prevista dall'art. 384 c.p. opera solo se la condotta illecita, valutata nelle concrete circostanze secondo la massima diligenza esigibile, si presenta come l'unica idonea ad evitare un grave pregiudizio per la libertà o l'onore propri o altrui

  • Giurisprudenza: Sez. 6, n. 34777 del 23/09/2020 (Nitti, Rv. 280148)

    Sez. 6, n. 34777 del 23/09/2020, Nitti, Rv. 280148

    Conferma il principio applicabile anche al favoreggiamento personale e stabilisce il necessario parametro della massima diligenza e l'esclusività della condotta illecita come condizione per l'operatività della causa di esclusione della colpevolezza

Massime di principio

  • La causa di esclusione della colpevolezza per atti illeciti (es. falsa testimonianza) è applicabile solo se l'illecito si presenta, nella situazione concreta, come l'unica via per evitare un grave pregiudizio alla libertà o all'onore.
  • La valutazione è concreta e comparata con lo standard della "massima diligenza esigibile" (l"agente modello"); se era ragionevolmente possibile adottare un comportamento conforme al diritto, l'esclusione non opera.
  • Il pregiudizio invocato deve essere grave, attuale e riferibile alla libertà personale o all'onore dell'agente o di un prossimo congiunto; il mero timore o disagio non è sufficiente.
  • Spetta al ricorrente fornire elementi che rendano credibile e dimostrabile la situazione di necessità; lacune nella valutazione del giudice su tali elementi possono giustificare l'annullamento e il rinvio.
  • In casi analoghi il giudice deve esaminare le alternative lecite disponibili al momento del fatto e motivare perché nessuna di esse fosse ragionevolmente percorribile; l'esito del giudizio dipenderà dall'accertamento fattuale delle circostanze.

Testo integrale

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