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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43069/2022 del 14/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza che ha confermato la custodia cautelare in carcere, contestando: a) la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza rispetto alla partecipazione a un'associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti (ritenuta dalla Procura diretta da Larosa Pasquale e Larosa Michelangelo), sostenendo che tale partecipazione sarebbe stata dedotta in modo induttivo eccessivo e sulla base di due reati-fine commessi in dieci giorni; b) la consistenza dei gravi indizi relativi ai due reati-fine contestati (esportazione di quantitativo non modico di cocaina in Svizzera in concorso, e detenzione di kg 1,194 di cocaina occultata in un'autovettura), denunciando lacune probatorie: fotogrammi e filmati non idonei a identificare il ricorrente, intercettazioni che non dimostrerebbero la sua presenza, e possibili alternative fattuali (presenza della fidanzata nell'auto); c) l'errata o mancata valutazione delle aggravanti contestate (agevolazione mafiosa e transnazionalità), con rilievo della mancata motivazione sulla loro sussistenza; d) l'insufficiente motivazione sulle esigenze cautelari, in particolare sul pericolo di inquinamento probatorio, sul pericolo di fuga e di reiterazione, e sulla mancata considerazione della personalità dell'indagato (giovane e incensurato).

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto i primi tre motivi inammissibili in quanto, sostanzialmente, chiedevano una rivalutazione del merito e degli elementi di prova (che non è compito della cassazione nel giudizio cautelare), senza indicare specifici vizi di legge, travisamenti della prova o illogicità manifeste. Sul punto, la Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse fornito una motivazione coerente e adeguata, richiamando molteplici indizi: frequentazione dell'indagato con esponenti di rilievo del sodalizio, conversazioni intercettate (anche con istruzioni sul funzionamento di telefoni criptati), osservazioni dei filmati e riscontri della polizia giudiziaria. Quanto alle aggravanti, la Corte ha osservato che, nel caso concreto, esse non incidevano sull'applicabilità della misura cautelare né sulla sua durata, e quindi non hanno determinato interesse a censurarle in cassazione. Sulla questione delle esigenze cautelari, la Corte ha giudicato la motivazione del Tribunale adeguata, richiamando sia la presunzione di cui all'art. 275, comma 3, cod. proc. pen., sia la gravità e il contesto associativo delle condotte, nonché elementi di operatività verso la Svizzera. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    La Corte ha richiamato l'art. 606 come limite al sindacato di cassazione: il ricorso deve evidenziare violazioni di legge, travisamenti di prova o vizii di manifesta illogicità; l'atto che si limita a contestare il giudizio di merito è inammissibile

  • art. 275, comma 3, cod. proc. pen.

    art. 275, comma 3, cod. proc. pen.

    La Corte ha fatto ricorso alla presunzione prevista dall'art. 275, comma 3, quale elemento rilevante nella valutazione delle esigenze cautelari, ritenendo che possa supportare la decisione di mantenere la custodia quando emergono gravi indizi nel contesto indiziario

  • art. 616 cod. proc. pen.

    La norma è stata applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto del ricorso per cassazione

Massime di principio

  • In cassazione avverso provvedimenti cautelari personali il controllo è principalmente di legittimità; non è consentita una rivalutazione ampia degli elementi di fatto e della valutazione indiziaria se non è dimostrato un travisamento della prova o una manifesta illogicità della motivazione
  • Per contrastare efficacemente una misura cautelare occorre indicare specifici vizi di diritto o di motivazione (es. errori logici evidenti, omissioni rilevanti rispetto a argomentazioni decisive, travisamento degli elementi probatori), non limitarsi a rimodulare la ricostruzione fattuale
  • Quando il giudice di merito espone una motivazione articolata che valorizza intercettazioni, filmati, osservazioni della polizia giudiziaria e elementi di contesto (frequentazioni, ruoli nel sodalizio, uso di strumenti criptati, operatività transnazionale), la cassazione tende a deferire tale valutazione e rigettare il ricorso se non emergono vizi formali o di legge
  • Le aggravanti coordinate «a effetto speciale» possono essere oggetto di impugnazione in cassazione solo se incidono immediatamente sull'an o sul quomodo della misura cautelare; se non modificano l'applicabilità o la durata della misura, l'interesse a censurarle può risultare limitato
  • Nelle censura sulle esigenze cautelari è utile fornire elementi specifici e aggiornati a confutazione dei rischi prospettati (inquinamento probatorio, fuga, reiterazione), ad esempio dati probatori, alternative investigative o circostanze personali rilevanti, poiché la sola enunciazione generica non basta a superare la presunzione sulla necessità della custodia
  • Contestazioni generiche dell'identificazione (fotogrammi, filmati, intercettazioni) devono essere supportate da argomentazioni tecniche o evidenze probatorie precise per poter configurare un travisamento della prova rilevante in sede di legittimità

Testo integrale

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