Cassazione Penale, Ordinanza n. 05080/2025 del 07/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso; ha quindi posto a carico della ricorrente le spese processuali e la somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La condanna per evasione resta ferma, non essendo stato accolto il motivo relativo alla particolare tenuità del fatto.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La sentenza impugnata riguardava una condanna per evasione ex art. 385 c.p. pronunciata dalla Corte d'appello. La ricorrente ha dedotto in cassazione un vizio di motivazione, sostenendo il mancato riconoscimento della causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis c.p. La Corte di cassazione ha ritenuto il motivo non scrutinabile in sede di legittimità perché la motivazione della Corte territoriale era logica, coerente e puntuale, essendo fondata anche sul rilievo dell'abitualità desunta dal casellario giudiziale.
Norme richiamate
Indica il reato oggetto della condanna impugnata, cioè evasione.
La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata esclusa dalla Corte d'appello in ragione dell'abitualità della condotta; la Cassazione ha ritenuto immune da censure tale motivazione.
Massime di principio
- La valutazione sulla sussistenza della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è insindacabile in cassazione quando la motivazione del giudice di merito sia logica, coerente e specificamente ancorata agli elementi rilevanti del caso concreto.
- L'abitualità della condotta, ove motivatamente desunta anche dal casellario giudiziale, può legittimare il diniego della particolare tenuità del fatto.
- Il ricorso per cassazione che si limiti a contestare, in modo non specificamente fondato, la mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p. è inammissibile se la sentenza impugnata contiene una motivazione adeguata sul punto.
Come è indicizzato
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