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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44398/2022 del 22/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Bari che aveva confermato la condanna per furto aggravato. Il ricorso articolava due motivi: (1) nullità della sentenza per presunta violazione dell'art. 547 c.p.p., a causa della presenza nel testo di due pagine relative ad altro procedimento; (2) vizi di motivazione e violazione di legge per il diniego delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Sul primo motivo ha ritenuto che l'inserimento, per errore materiale, di due pagine riferite ad altro procedimento non abbia inciso sulla restante parte della sentenza, la quale contiene lo svolgimento del processo e la motivazione necessaria alla comprensione della decisione. Sul secondo motivo ha ritenuto il motivo inammissibile per manifesta infondatezza e carenza di specificità: il diniego delle attenuanti generiche è stato adeguatamente motivato con riferimento all'irrilevanza dell'ammissione dei fatti di fronte a un quadro probatorio non equivoco, alla mancata dimostrazione della precarietà economica e ai numerosi e specifici precedenti penali. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 547 cod. proc. pen.

    La presunta violazione lamentata per l'inserimento, per mero errore materiale, di pagine riferite ad altro procedimento non determina la nullità della sentenza se la restante parte contiene compiutamente il processo e la motivazione.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma richiamata per i limiti di esposizione dei motivi nel ricorso; il ricorso è stato esaminato nei limiti richiesti dalla disposizione.

  • art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137, conv. con l. 18/12/2020, n. 176

    Riferimento formale alle conclusioni scritte del Sostituto Procuratore generale trasmesse secondo la previsione normativa emergenziale/organizzativa; non incide sul merito delle questioni trattate.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Fondamento della condanna alle spese e all'obbligo di versamento di una somma alla Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile.

  • Giurisprudenza di legittimità richiamata (Sez. 6, n. 42688/2008; Sez. 2, n. 3609/2011; Sez. 6, n. 34364/2010)

    Principio consolidato secondo cui il giudice di merito non è tenuto a prendere in considerazione tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli, ma solo quelli ritenuti decisivi; la valutazione motivata del diniego delle attenuanti generiche, se logica e adeguata, è insindacabile in sede di legittimità.

Massime di principio

  • Errori materiali o la presenza nel testo di parti estranee non determinano automaticamente la nullità della sentenza se la restante motivazione è completa e consente di comprendere la decisione.
  • Per impugnare con successo il diniego delle circostanze attenuanti generiche occorre contestare in modo specifico e motivato le ragioni decisive addotte dal giudice (ad es. prova obiettiva contraria, errata valutazione dei precedenti, o prova della situazione economica), non limitarsi a rilievi generici.
  • La Corte di cassazione sindaca la motivazione solo in presenza di manifesta illogicità, contraddittorietà o insufficienza; motivazioni che richiamano elementi ritenuti decisivi (prova non equivoca, precedenti, condizioni economiche) sono difficili da superare.
  • Ricorsi privi di specificità o basati su vizi formali che non incidono sul contenuto della decisione sono frequentemente dichiarati inammissibili e possono comportare la condanna alle spese e al pagamento di somme alla Cassa delle ammende.

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