Cassazione Penale, Ordinanza n. 11804/2025 del 25/03/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La persona sottoposta al procedimento cautelare ha proposto ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. avverso un'ordinanza de plano della prima sezione penale della Corte di cassazione, emessa il 18 ottobre 2024 su un precedente ricorso personale contro l'ordinanza del tribunale del riesame di Catanzaro. La censura, ricostruibile nonostante la redazione non lineare, lamentava che l'udienza dinanzi alla Cassazione non fosse stata preceduta dalle notifiche di rito, assumendo quindi un vizio del provvedimento per omessa interlocuzione/notifica. La Corte ha però rilevato che il ricorso straordinario era inammissibile perché proposto contro un provvedimento della Corte di cassazione in materia cautelare, non impugnabile con tale rimedio, e comunque manifestamente infondato, poiché la notifica invocata non era dovuta: il precedente ricorso era stato correttamente definito de plano, essendo stato presentato personalmente e quindi da soggetto non legittimato, con applicazione dell'art. 610, comma 5-bis, c.p.p. e dell'art. 591, comma 1, lett. a), c.p.p. Richiamata altresì la procedura prevista dall'art. 610, comma 5-bis, c.p.p. per la non proponibilità del ricorso in materia de libertate, con richiamo anche alla lett. b) dell'art. 591, comma 1, c.p.p.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso straordinario proposto ex art. 625-bis c.p.p., affermando che non è ammesso contro provvedimenti della Corte di cassazione in materia cautelare e che, comunque, la doglianza era manifestamente infondata perché la notifica dedotta come omessa non era dovuta. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 4.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
prevede il ricorso straordinario, ma non è esperibile contro provvedimenti della Corte di cassazione in materia cautelare, essendo rimedio riferito alla pronuncia irrevocabile di condanna.
consente la trattazione de plano del ricorso quando esso è non proponibile o proposto da soggetto non legittimato; richiama anche i casi di inammissibilità di cui all'art. 591 c.p.p.
art. 591, comma 1, lett. a), c.p.p.
richiamato quale base per la declaratoria di inammissibilità quando il ricorso è proposto da soggetto non legittimato.
art. 591, comma 1, lett. b), c.p.p.
richiamato come ulteriore ipotesi di non proponibilità/inammissibilità nella procedura de plano ex art. 610, comma 5-bis, c.p.p.
Massime di principio
- Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. non è utilizzabile avverso provvedimenti della Corte di cassazione adottati in materia cautelare, perché tale rimedio è previsto per la correzione di errori materiali o di fatto in relazione a una pronuncia irrevocabile di condanna.
- Quando un ricorso è proposto personalmente da un soggetto non legittimato, la Corte può definirlo de plano ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis, c.p.p., con applicazione delle cause di inammissibilità richiamate dall'art. 591 c.p.p.
- L'eventuale doglianza relativa a omesse notifiche è infondata se, nel procedimento considerato, la notifica non era dovuta per effetto della trattazione de plano del ricorso presentato da parte non legittimata.
- In caso di inammissibilità del ricorso, segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende secondo il regime ordinario previsto dal codice di rito.
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